Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.
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gionapeduzzi(at)gmail.com
oggi, 30 aprile, sono stato al mare.
(come fosse agosto)
(come avessi 14 anni)
con la metro fino a piramide
e da lì con il trenino fino ad ostia
e da lì a piedi fino ai cancelli
tutto il giorno sotto il sole
e ho pure fatto il bagno
aggiornamento sulla storia del momento.
baccini e dolcenera.
ieri sera puntata serale. baccini parla del suo amore con la bella maledetta.
a raccogliere le confessioni: simona ventura.
poi l'incontro, prima virtuale, poi reale, poi canoro.
il più emozionante è quello canoro, quando i due si ritrovano a cantare un'improvvisata "questa lunga storia d'amore".
e per l'audience è il picco: ieri sera il record di music farm che con il 17,15 e 3786000 spettatori è il decimo programma più visto della giornata
sto leggendo un saggio scritto da un mio caro amico intitolato neopaganesimo.
non che sia un argomento che mi interessi particolarmente, ma visto che l'ha scritto lui non potevo esimermi dal leggerlo, esattamente come ho fatto con i suoi due libri precedenti comunismo magico e guida alle case più stregate del mondo. tutti editi da castelvecchi.
come avrete capito dai titoli Francesco, così si chiama il mio amico, ha degli interessi ben precisi.
io di queste cose (magia, occultismo, nuove religioni, esoterismo,...) non ne so molto, ma leggere questi libri mi ha affascinato.
una delle cose che più mi ha colpito è stata la teoria del reality tunnel, tanto cara a Francesco (non potrete parlare con lui per una sera senza che la nomini almeno una votla), derivata da un'intuizione di robert anton wilson (l'ho scoperto leggendo i libri di francesco). per la spiegazione sul reality tunnel rimando le richieste direttamente a lui oppure andatevi a leggere le pagine 120 e 121 di Neopaganesimo, Castelvecchi Editore
dal primo post del blog di francesco:
Nelle vesti di Immaginauta, farò la mia parte, tentando di mostrare i limiti del concetto comune di "realtà". Indosserò i panni dello psicopirata e cercherò (...) di condurvi all'arrembaggio negli innumerevoli e pericolosi mari dell'Immaginario, e nelle spiagge in cui essi erodono il territorio della Realtà.
Nel libro che sto leggendo ora una cosa che mi ha fatto morir dal ridere è quando Francesco racconta di una religione neopagana, la caw, i cui seguaci, un po' hippie, crearono negli anni sessanta un unicorno, togliendo le corna ad un capretto bianco appena nato e legandogli un nuovo corno al centro del capo fino a che le ossa del cranio si uniscono ad esso.
così, fa notare Francesco, qualcuno ha potuto vedere un unicorno.
e se gli unicorni esistono, cos'altro può esistere?
grande Francesco Dimitri.
"Well somebody told me
You had a boyfriend
Who looks like a girlfriend
That I had in February of last year"
stamattina mi sono svegliato con questo ritornello.
e questa musica mi ricorda inevitabilmente la cicciona di striscia la notizia che su questo refrain fa volteggiare le veline...
non prorpio una gran bell'immagine per risvegliarsi.
poi ho riflettutto sul testo della canzone.
gli amori infelici sono sempre più infelici
fino a che finiscono.
stanotte hanno espulso Francesco da Music Farm

(foto Musicfarm.rai.it)
lo piange dolcenera.
affascinante, tormentata, tormentante dolcenera.
carnefice, autrice della scomparsa di francesco
con il suo non amore

Io sono impazzito per te...non posso stare staccato da te...appena tu te ne vai, ti allontani, io sto male...ma mi rendo conto che non posso costringere le persone... Qui dentro non ce la faccio piu'...se almeno fossi fuori cercherei di cancellarti dalla mia mente. E' da un po' che sto cercando di far finta di niente...ma ad un certo punto uno esplode... E' una tortura per me non sapere, forse c'e' lo 0,0001 per cento di possibilita' ed io non lo so... Perche' devo prolungare la mia agonia qui dentro...se non riesco neanche a scalfirti.. Non posso stare qui dentro con la mia carnefice: se la vedo sto male...ma sto male anche se non la vedo!.
parlava così Francesco, poco prima di essere eliminato per una bestemmia
e dolcenera sapeva rispondere solo con
ti voglio bene. ti stimo
l'amore rende pazzi. e francesco era innamorato
Io sono impazzito per te...non posso stare staccato da te...appena tu te ne vai, ti allontani, io sto male...
che bello se le telecamere seguissero francesco che uscito dalla farm arriva a casa.
urla. impreca. grida. sussurra. sbatte la testa contro il muro. sanguina. pensa. fissa il vuoto. spacca tutto. suona il pianoforte piangendo. canta con la voce rotta dalle lacrime. urla un nome. dolcenera. lo urla ancora. e piange.
e invece niente. tutto sembra finito per noi.
il feulleton si conclude qui.
per una bestemmia.
Io sono impazzito per te...non posso stare staccato da te...appena tu te ne vai, ti allontani, io sto male...
un amore ottocentesco, vissuto senza freni e pudori, con il sottofondo della voce roca e sensuale di dolcenera e la musica suonata al pianoforte a coda da baccini.
come Carmen e Don Josè.
Carmen rifiuta l'amore di Don Josè che si dispera e, non potendo averla, decide di farla finita.
un tempo la si faceva finita eliminando l'amata.
oggi eliminandosi.
bestemmiando.
L'amour est un oiseau rebelle
que nul ne peut apprivoiser,
et c'est bien en vain qu'on l'appelle,
s'il lui convient de refuser!
Rien n'y fait, menace ou prière,
l'un parle bien, l'autre se tait;
et c'est l'autre que je préfère,
il n'a rien dit, mais il me plaît.

a grande richiesta pubblico una foto delle mie scarpe nuove azzurro e argento
devo segnalare anche che ho appena acquistato due magliette fichissime di Joe RIvetto.
vi consiglio di visitarene il sito perchè si trata più che di una linea di abbigliamento di un'opera d'arte post moderna in cui è costruita un'idea estetica che si manifesta (anche) attraverso l'abbigliamento...
the best is yet to come
oggi sono passato per caso in macchina con degli amici da Corviale, un quartiere di roma rinomato per essere il peggior quartiere di roma

è un enorme costruzione che comprende centinaia di appartamenti stipati in poco spazio. il tutto lasciato all'incuria e ai vandali

e l'enorme mastodonte sta cadendo a pezzi
si respira delinquenza
non so perchè ma corviale mi attira
sarà che le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive dappertutto
ieri mi sono ritrovato a cena con degli amici di amici, tra cui un autore rai. di rai tre. rai educational precisamente.
mi sono trovato a discutere di tv e a, nel limite, litigare e difendere le mie posizioni.
a fine serata la cosa che mi ha fatto più piacere è stato il commento di una ragazza, amica di un'amica che fa il mio lavoro, che mi ha detto: lui (il tipo di rai educational) dà l'idea di essere triste mentre voi date un immagine di allegria e contentezza...
ognuno fa delle scelte di vita
auguri ad una gran bella persona nata 442 anni fa.
william shakespeare

(la mia prima mail, anni fa rmai, era proprio williamshakespeare@... megalomane?)
come previsto ieri sera, ore 20, vado alla cena di chiusura del festival di cinema di roma, il riff.
la location è eccezionale: l'Es Hotel, quella struttura di vetro acciaio e alta tecnologia che si trova dietro alla stazione termini.
sulla terrazza coperta all'ultimo piano si beve e si mangia aspettando la premiazione e passeggiando per digerire attoro alla piscina azzurra. sotto: i binari del treno e le luci della città.
sono ormai le 23 e la gente continua a bere e mangiare senza preoccuparsi troppo dell'eventuale premiazione.
dato che il mio interesse riguardo alla serata era soprattutto legato alla cena e meno alla premiazione decido di andare via, sazio e un po' brillo.
sono con un'amica e raggiungiamo altri due amici. il cugino di uno di questi (giri di giri di gente) ci invita tutti quanti ad una festa, cui anche lui è stato invitato di un amico. ma una festa di chi? non si sa.
siamo una compagnia eterogenea c'è un attore di cinema, una danzatrice, un autore, un addetto stampa di moda e un ingeniere.
la festa in questione è una di quelle fantomatiche feste romane di attori e artisti...
location: una casa a Monti. un piccolo vicolo all'inizio di via dei serpenti. capiamo subito dove si trova la festa perchè c'è una scia di lumini lungo il vicolo e poi dalle finestre aperte vediamo le ombre sul soffitto di gente che balla e beve. e poi la musica inonda buona parte del quartiere.
entriamo che quasi nessuno se ne accorge (è facile imbucarsi...) e nell'appartamento di tre stanze sono stipate una cinquantina di persone di diversa estrazione. comunque trendy (!?)
per la metà sono attori di cinema un po' sfigati, attirati dalla voce che ci sarebbero stati alla festa (e infatti c'erano) dei casting director più o meno importanti e che possono, finalmente, scoprire il loro valore e il loro talento nascosto.
quindi attori, aspiranti attori, attoruncoli, intellettuali, musicisti, gay appariscenti, lesbiche rapate a zero, dj con gli occhi a palla, modelli e modelle dal corpo scolpito e scoperto, fashion victim vittime di sè, barboni ripuliti, finti barboni, punk pentiti, vecchi sessantottini dai capelli bianchi. e in più qualche vippettino di cui non faccio il nome (comunque roba non televisiva, giammai!). djset un po' house e un po' lounge. candele. vino rosso. torte salate. qualche canna e qualcosa di più sotto il bancone del dj. nella camera da letto sessione di chitarra e canzoni da falò.
sembrava una di quelle feste che si vedono nei film tipo muccino.
una noia...
e anche stasera serata cinematografica...
cena di gala e poi serata di premiazione del Roma Indipendent Film Festival
oggi a roma c'è sciopero dei mezzi pubblici.
odio gli scioperi.
penso che gli scioperi siano una delle dieci cose che odio di più nella vita.
eccomi qui, di ritorno dalla prima mondiale del film troppo belli
arrivo un po' in anticipo e fuori dal cinema adriano si accalca una folla mista di signore cinquantenni armate di macchine fotografiche usa e getta assieme a figlie e nipoti, dai 7 ai 15 anni, con telefonino e videofonino. pronti a strappare un bacio, un saluto, o almeno una foto ai troppo belli.
un gruppo di attori (?) col viso bianco e gli occhiali scuri inscena, con una bara finta, il funerale dell'attore.
(ad un grande evento non mancano mai le polemiche)
io entro e salgo al secondo piano dove si trova la sala 4.
aspetto.
incontro la famiglia di Costantino con cui scambio due parole.
poi arrivano loro. preceduti da urla. scatti di fotografie. bodyguards.
ecco costantino. ecco daniele. e alessandra. più dietro melissa, la ragazza di daniele nonchè valletta di mammuccari. dietro ancora arranca, in bilico sui tacchi, fanny cadeo.
dalla mia postazione in alto vedo che le transenne non riescono a contenere le fan.

intanto entro in sala, sicuro che di lì a poco sarei stato travolto dalla calca...
il mio posto (fila e posto 17) è al centro della sala, lungo il corridoio. dietro di me i posti riservate alle star della serata.
ed eccoli entrare. gente che urla. che cade. che rotola. la sicurezza cerca di contenere la massa che si riversa su di loro, travolgendomi.
sul mio sedile ci sono gambe e piedi di chi non so.
mani su di me. anch'esse di chi non so.
mi si urla nell'orecchio.
nella calca costantino mi vede e mi saluta, così poi fa anche ale, con il cagnolino in braccio, e daniele.
poi inizia il film.
troppo belli
dopo 100 minuti il film finisce.
non riesco a parlare del film, ero attento, divertito nel vedere loro fare se stessi, emozionato e, in un certo modo, un po' orgoglioso...
loro vedevano il film per la prima volta, come noi, come me.
Erano emozionati anche loro, li sentivo, nei sedili dietro di me, muoversi nervosamente, applaudire, ridere. a volte mi giravo per sbirciare i loro volti e le loro espressioni.
per loro era un momento importante, e si sentiva.
alla fine mi è sembrato che avessero anche gli occhi un po' lucidi.
ma forse erano le luci improvvise dopo il buio della proiezione...
il cinema, a volte, può far male
stasera, ore 21, cinema adriano, roma.
la prima di "troppo belli"
fila E posto 17
non potevo mancare.
stamattina sono uscito di casa per andare al lavoro. prima del solito.
non so perchè ma volevo, a tutti i costi, comprare una copia dell'osservatore romano con l'annuincio HABEMUS PAPAM.
erano le 9:30 di mattina e alla tv dicevano che era già pressoché introvabile
ho iniziato dall'edicola sotto casa, in via angelo emo. niente.
all'edicola in via cipro campeggiava un cartello scritto a mano OSSERVATORE ESAURITO (che può avere doppi sensi)
all'edicola alla fermata della metropolitana la signora mi ha intrattenuto un minuto raccontandomi di come in trent'anni non abbia mai venduto una copia dell'osservatore romano e di come da due settimane a questa parte sia il quotidiano più richiesto. e anche lei l'aveva finito.
i due edicolanti di via candia hanno scosso la testa.
e perfino ad Ottaviano...
avevo quasi perso le speranze quando arrivo in piazza risorgimento.
habemus papa campeggia incorniciato di giallo su un tavolino fuori dall'edicola.
gaudium magnum ne acquisto 5 copie...
ieri ho sentito una ragazza dire ad un'altra ragazza:
"gli uomini sono come i francobolli, più ci sputi sopra più ti si incollano addosso..."
ho comprato il cd dei negramaro. merita.
da sentire la versione de "l'immensità"
a che punto è la notte?
A ella le gusta la gasolina
dame mas gasolina!
Como le encanta la gasolina
dame mas gasolina!
w i coatti sudamericani...
sono sempre più convinto che il migliore a La Fattoria sia il mio amico Raffaello Tonon.
ironico, leader, istrione.
non si risparamia nelle discussioni, nelle emozioni e (un po' meno, a modo suo) nel lavoro.
l'altro giorno i miei amici si sono ritrovati a casa di Mattia a girare un video per Verissimo.
vederli in onda mi ha fatto morir dal ridere...
ps: è sempre il primo in classifica, ma votatelo qui.
pps: dobbiamo organizzare im fan club!
sentito alla tv:
la vita è come un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina...
Mi sono comprato per caso il codice da vinci alla stazione il venerdì santo, prima di andare a milano.
solitamente non amo i best seller, non per snobistica superiorità ma perchè mi annoiano.
beh con questo libro mi devo, piacevolmente, ricredere. tra l'andata e il ritorno da milano l'ho finito e poi ho comprato angeli e demoni, una sorta di prequel.
angeli e demoni è ambientato in gran parte a roma, subito dopo la morte del papa, il primo giorno del conclave per l'elezione del nuovo pontefice.
racconta di una bomba all'interno della città del vaticano che, nel caso scoppiasse, raderebbe al suolo tutto ciò che c'è nel raggio di un chilometro.
casa mia si trova a meno di un chilometro dal vaticano.
ieri stavo leggendo il libro a casa mia.
dopo la morte del papa.
era inquietante.
ma affascinante.
sono a metà del libro. vi terrò aggiornati.
e se lunedì prossimo, il primo giorno del conclave, scoppiasse una bomba nel vaticano, lascio in eredità il mio blog a chi vorrà occuparsene con amore.
MASSIMA PROTESTANTE
"se fai una cosa senza fatica vuol dire che non la fai bene"
piove initerrotamente da poche ore dopo il funerale del papa.

c'è chi dice siano le lacrime degli angeli
ieri, come il 94% dell'audience italiano, ho seguito una parte del funerale del papa.
la cosa più impressionante era la quantità di gente pervenuta e le grida gli applausi i canti e il rumore che in generale c'era. rumore che strideva con il silenzio che campava fuori dalla finestra, con le strade di roma deserte.
nel pomeriggio sono sceso in metropolitana, tra la calca dei fedeli.
ho preso una copia di "metro" il giornale gratuito. gran parte era dedicato al papa. uno spazio di metà pagina riportava la testimonianza di una scrittrice che era stata ore in fila per vedere il papa.
due pagine prima, immensa, su sfondo rosso, campeggiava una pubblicità, da tempo programmata, delle GRANDI NAVI VELOCI dove il claim diceva: "l'unica fila sarà il trenino in discoteca"
è un paio di settimane che ogni volta che accendo la tv per caso (la mattina prima di andare al lavoro, la notte prima di andare a letto,...) ci trovo music farm.
e sono diventato un fan di francesco baccini. a parte il modo di cantare è un personaggio straordinario. provocatore. intelligente. furbo. non ha niente a che vedere con alcune vecchie cariatidi ivi convenute come zanicchi mariella nava mietta franco simone etc etc etc
e assieme a lui mi piace dolcenera. oltre ad essere una ragazza affascinante per i modi di parlare di affrontare i discorsi e le situazioni canta in un modo da brividi. vedi la versione di "I will survive" da lei fatta ieri sera.
Go on now go, walk out the door,
Just turn around now, 'cause you're not welcome anymore,
Weren't you the one who tried to hurt me with goodbye,
You think I'd crumble? You think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive,
Go on now go, walk out the door,
Just turn around now, 'cause you're not welcome anymore,
Weren't you the one who tried to hurt me with goodbye,
You think I'd crumble? You think I'd lay down and die?
Oh no not I, I will survive
e a proposito di survivor: un mio collega ieri mi ha portato dalla thailandia una maglietta con la scritta
"TSUNAMI SURVIVOR"
un capolavoro.
aspetto vengano i primi caldi per indossarla
ho scommesso dei soldi con un mio collega di lavoro che sostiene che può essere eletto papa, secondo le leggi della cheisa, chiunque sia battezzato e che sia solo per prassi che venga scelto tra i cardinali.
sto cercando prove in rete che documentino invece la mia tesi: soltanto un partecipante al conclave, quindi un cardinale con meno di 80 anni, può aspirare al seggio papale.
aiutatemi
a proposito di quello che ho scritto qualche giorno fa sugli animali e il mio poco amore per loro, ho ritrovato ieri un brano, all'ultima pagina della cripta dei cappuccini di roth, che mi fa sentire meno solo:
io non amo le bestie e ancor meno quelle persone che amano le bestie. in tutta la mia vita mi è sembrato che le persone che amano le bestie sottraggano una parte del'amore agli uomini.
sono completamente d'accordo.
ieri sono stato alla GNAM (Galleria Nazionale d'Arte Moderna) a vedere la Quadriennale (da andarci, soprattutto al piano interrato).
alla libreria del museo ho comprato un kit di MAGNETIC POETRY, tessere magnetiche con parti di parole italiane per comporre (a caso o con coscienza) poesie.
trovo che sia una maniera neofuturista per giocare con le parole e forse l'unico modo per affrontare oggi la poesia. evitando la noia dell'introspezione che caratterizza i nuovi postadolescenti, annoiati dalla vita e dalla morte, che scrivono poesie e si definiscono poeti.
nota: diffidare sempre da chi dice di scrivere poesie.
un libro che sconsiglio "memoria delle mie puttane tristi" di Gabriel Garcia Marquez.
una frase del libro che però mi racconta un po'...
"Ho un pessimo rapporto con gli animali, lo stesso che ho con i bambini prima che comincino a parlare. Mi sembrano muti d'anima. Non li odio, ma non riesco a sopportarli perchè non ho imparato ad avere rapporti con loro"
leggendo una delle prime pagine della "cripta dei cappuccini" di roth ho letto un brano che mi ha fatto sviluppare una teoria che spiegherebbe il motivo per cui molte persone non amano la musica pop, i reality show, i videogiochi, i film commerciali et similaria...
roth parla del mutare dell'atteggiamento della società viennese nei confronti degli ebrei:
"questo mutamento era del tutto analogo a quello dell'abbigliamento, per cui la figlia dell'usciere appuntava sul cappello della domenica la stessa piuma di struzzo che una nobile aveva portato tre anni prima il mercoledì. E proprio come ora una nobile non poteva appuntare sul cappello la stessa piuma di struzzo che ornava la figlia dell'usciere, così la buona società, della quale mi sentivo membro, non poteva disprezzare un ebreo: per il semplice motivo che già lo faceva il mio portiere."
mutatis mutandis
"ti ricordi dov'eri quando sono cadute le torri gemelle l'11 settembre 2001?"
io ero da Fiorucci in corso vittorio emanuele a provare occhiali da sole
"ti ricordi dov'eri quando è morto il papa?"
io ero in ufficio, in pausa, a cenare mangiando sushi.
anche oggi che è domenica sono al lavoro. non ci si ferma nemmeno di fronte alla morte del papa.
stamattina prima di venire al lavoro sono passato da Piazza San Pietro

sono le 9 e non c'è moltissima gente. la piazza è piena per metà. molti sono gli stessi che hanno dormito lì stanotte.
ricoosco anche uno dei piccoli divi di quest'evento, un ragazzo che ha vegliato tutta notte, intervistato da diversi tg, che parla al cellulare verificando le proprie apparizioni.
le persone circolano con una bottiglietta d'acqua data dalla protezione civile e una copia dell'Osservatore Romano listato a lutto (anche io ne prendo una).


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suore che snocciolano rosari
scout che cantano preghiere
anziani che parlottano
turisti che fotografano
televisioni
barellieri
poliziotti
venditori ambulanti di immagini sacre (perchè il business è sempre il business)
la piazza è piena di resti di candele e macchie di cera.
immagini del papa, santini.
ovunque è un bisbigliare di preghiere e clic di foto
i giornalisti intervistano, riprendono, si sistemano il vestito.
e mentre risaligo la strada verso la metropolitana, un fiume di gente mi cammina contro.
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io c'ero.
è un periodo in cui al tg si sente solo parlare di morti o morenti.
si è iniziato con Terry Schiavo, che a dire la verità ormai non era nemmeno più una persona.
poi il principe ranieri di monaco e ora il papa.
per me il papa è sempre stato uno solo. sono nato nel 1980 e lui già c'era da due anni...
non ho mai visto il papato come una carica, come il presidente della repubblica o quello del consiglio. per me il papa è una persona, è lui. sarà strano abituarsi a chiamare papa un'altra faccia.