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Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

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venerdì, 31 agosto 2007

Un po' di link a video che mi riguardano... per chi ha un po' di tempo da perdere...

A questo link (questo) trovate la puntata di Blog Notes andata in onda su National Geographic Adventure su SKY in cui parlo del mio vaiggio in Marocco. Grazie ad Antonio per le riprese di me che parlo (!). Chi è iscritto o si iscrive al sito può votare il video. SI vincono viaggi.

conceria di Fes

A questo link (questo) potete vedere 'Guilty', il corto che ho girato a New York come filmmaker l'anno scorso. La qualità non è un gran che ma si lascia guardare. Il corto è in inglese, ma ci sono i sottotitoli in italiano.

queens

A questo link (questo) chi ancora non l'ha fatto può vedere il cortometraggio che ho scritto per il 48 hours film project e girato da Alessio: Fionda la Nana.

In più per caso mi sono imbattuto in alcune vecchie puntate de "L'Albero Azzurro", una trasmissione di Rai Due per bambini a cui ho lavorato qualche anno fa, ora disponibili in streaming su Rai Click. A questi link (questo e questo  e questo) trovate alcune puntate con il mio soggetto e la mia scalettatura.

Postato da: creativamente a 11:54 | link | commenti (1) |

giovedì, 30 agosto 2007

Qualche tempo fa avevo scritto un post (questo) in cui lanciavo un amo.

Avevo trovato sull'autobus una tessera scolastica di un ragazzo americano e avevo scritto un post perchè lui, googolando alla ricerca di sè stesso, il nuovo narcisismo del terzo millennio, si trovasse, si incuriosisse e mi contattasse per capire che succedeva.

Probabilmente con l'aiuto di un traduttore automatico o forse di un amico pizzamandolino, Ben, così si chiama, ha capito che ero in possesso di qualcosa di suo e mi ha scritto una mail dandomi l'indirizzo di casa (che tra l'altro io avevo già recuperato sul web) e offrendomi anche dei soldi per restituirgli il portafoglio.

In realtà io avevo trovato soltanto la sua tessera scolastica e quando gliel'ho scritto lui, un po' deluso, mi ha invitato a tenermela...

Ma quello che conta è che, come previsto, alla fine il narcisismo ha vinto...

Postato da: creativamente a 21:10 | link | commenti |

In silenzio abbiamo camminato attorno a pietre che solleticano l'immaginario con la loro semplicità e con la loro forza pop.

Un posto magico...

Viste e riviste mille volte su cartoline e libri, dal vivo sono meno imponenti, ma più penetranti.

Un posto da ricordare...

Postato da: creativamente a 00:19 | link | commenti (1) |

martedì, 28 agosto 2007

Una sera, poco fuori dublino, al porto, al tramonto. Verso le 9pm...

Postato da: creativamente a 12:13 | link | commenti (4) |

lunedì, 27 agosto 2007

Harry Potter esiste. Ma non vive a Hogwarts, ma a Bradenton in Florida. E per di più a 78 anni. La notizia l'ho appena appresa da TGCOM che riporta anche una foto del mago da vecchio...

Inserendo il nome Harry POtter sulle White Pages, le pagine bianche americane, si trova anche il suo indirizzo e oltre che il suo numero di telefono.

Chi volesse scrivere ad Harry Potter, quello vero, o a Janet, la moglie, può farlo all'indirizzo:

     373 Springdale DR

     Bradenton, FL 34210-3022

Per chi invece desiderasse chiamarlo al telefono il numero è

     001 - 941 - 755-4357

Ma io consiglio di lasciarlo nel suo brodo, anche perchè se dovesse essere davvero un mago, potrebbe essere molto molto pericoloso...

Postato da: creativamente a 17:38 | link | commenti (2) |

A sud di Edimburgo, poco fuori l'agglomerato urbano, si aprono campi verdi e piccole foreste. Nella piccola cittadina di Roslin abbiamo trovato un gioiello, sicuramente una delle cose più belle e particolari che abbiamo visitato in Scozia, la Roslin Chapel

Un gioiello costruito alla fine del XV secolo, legato al clan scozzese Sinclair, stracolmo di decorazioni, stucchi e sculture.

Alcuni mostruosi, altri delicati, molti incomprensibili. Tanti sono i richiami all'ordine dei Templari e alla Massoneria, richiami che hanno acceso la fantasia di molti, tra cui Dan Brown che qui ha individuato il luogo dove sarebbe nascosto il Santo Graal, nel libro Il Codice da Vinci.

Ma la Scozia e l'Irlanda sono piene di chiese, medioevali o finto medioevali.

Da visitare assolutamente in Irlanda la Rock of Cashel, un complesso in rovina non lontano da Kilkenny che comprende una cattedrale, una cappella e un cimitero, il tutto circondato da mura abbarbicate su uno sperone di roccia.

Noi siamo incappati in una giornata di pioggia e nebbia che ha reso il tutto ancora più affascinante.

Affascinanti anche i cimiteri, spogli e grigi, in mano a muffe e licheni, con l'erba sempre tagliata di fresco e gli alberi con le radici tra le tombe.

A Clonmacnoise la foresta di croci e lapidi è quasi inquietante...

Postato da: creativamente a 13:11 | link | commenti (1) |

venerdì, 24 agosto 2007

Il mio primo musical a Londra l'ho visto nel 1998, era ‘Les Miserables’, un epopea epica  ispirata al romanzo di Victor Hugo che l'anno scorso ha superato con 21 anni consecutivi di repliche ‘Cats’, diventando il musical più longevo di tutta la storia del teatro. Quando l’anno scorso ho vissuto a New York ho passato molte sere nei teatri di Broadway, tra ‘The Lion King’, ‘Rent’, ‘The Phantom of the Opera’ e molti altri. Anche a Vienna ero stato a vedere ‘Mozart das musical', un long running show ispirato al musicista nazionale austriaco.
A Barcellona ho visto il musical su Gaudì, "Gaudì el musical" montato in occasione dei 150 anni dalla nascità dell'architetto, spettaoclo visionario e surreale come le sue opere.
 
Anche in Italia vado spesso a vedere musical: il primo fu Grease, nella versione di Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia al Teatro Nuovo di Milano. Ci andai due volte: per il pubblico italiano era una novità sentire una storia raccontata in musica che non fosse lirica e con un testo in italiano. Dopo Grease arrivò Evita, West Side Story a La Scala, e molte altre riedizioni di musical stranieri e primi timidi esperimenti in italiano, come quel brutto spettacolo medioeval/contemporaneo con Annalisa Minetti, fresca di vittoria al Festival di Sanremo: “Beatrice e Isidoro”. Sotto la direzione di Gianmario Longoni, il Teatro Smeraldo prima e il Nazionale poi, Milano diventa un punto di riferimento per il musical in Italia.
 
Ma all’estero le cose continuano a farle meglio.
 
A fine luglio sono stato a londra per vedere il musical brend new ispirato alla trilogia del Signore degli Anelli, 'Lord of the rings, the musical' si intitola.
Bistrattato dalla critica inglese che l’ha definito confuso e poco emozionante, non ha melodie che rimangono nella testa, nè arie particolarmente coinvolgenti, ma l’impianto scenografico, effettistico e regisico e impressionante. Qualcosa veramente di unico, con decine di stunt man, comparse, attori, costumi, fuochi d’artificio, cascate, fiamme, fumo, luci, acrobati.
Il trailer (qui) può dare un’idea di cosa si tratta. I fan della serie hanno trovato la trama semplificata, ridotta drasticamente, impoverita. Ma chi, come me, non ama particolarmente la saga e non conosce così bene la storia e i personaggi può godere di tutto il resto: che è veramente tanto. Da vedere se passate da Londra nei prossimi mesi.
 
Qualche giorno dopo, di tutt’altro sapore è stato il musical ispirato a Billy Elliot, il film sul bambino che sogna la danza.
Ha debuttato nel maggio del 2005, con le musiche appositamente scritte da Elton John. Emozionante e profondo, teatrale nello svolgimento, accattivante, vario, coinvolgente. Con attori di primo livello, a cominciare dal ragazzino non ancora adolescente che canta balla e recita come un attore esperto. Certo è che il ruolo lo permette: non per niente Liam Mower, il Billy Elliot originale, è l’attore più piccolo mai premiato con un Laurence Olivier Award, il premio più importante per il teatro a Londra.
L’aria principale del musical si intitola Electricity, e la canta Billy quando, all’audizione, gli chiedono cosa vuol dire per lui ballare. Il testo, oltre che la musica of course, è semplice ma diretto:
 
I can't really explain it
I haven't got the words
It's a feeling that you can't control
I suppose its like forgetting,
losing who you are,
And at the same time,
something makes you whole,
Its like that there's a music,
playing in your ear,
And I'm listening, and I'm listening
and then I disappear

And then I feel a change
Like a fire deep inside
Something bursting me wide open
Impossible to hide

And suddenly I’m flying
Flying like a bird
Like electricity
Electricity
Sparks inside of me
And I'm free, I'm free
 
Tradotto suona un po’ così:
 
Non so spiegare com’è veramente
Non trovo le parole
E’ una sensazione che non si può controllare
Penso che sia come dimenticarsi
Perdere chi siamo noi
E allo stesso tempo
Qualcosa ti fa sentire nella tua interezza
 
E’ come se ci fosse una musica
Che ti risuona nella orecchie
E io la sento e più la sento
Più scompaio…
 
E sento che le cose cambiano
Come un incendio dentro
Qualcosa che mi spalanca
Impossibile da nascondere
 
E d’un tratto spicco il volo
Come un uccello
Come elettricità
Che mi sprizza dentro
E mi sento libero…
 
Per chi volesse ascoltare il pezzo può trovare su youtube un video girato in occasione del primo anniversario del Musical nel London West End, con Elton John e i tre primi interpreti del ballerino con la madre morta.

Postato da: creativamente a 16:00 | link | commenti |

giovedì, 23 agosto 2007

L'immaginario di tutti, quando si parla di Inghiltera Scozia ed Irlanda, è popolato da castelli. E anche noi nel nostro viaggio non ce ne siamo fatti mancare.

Ne abbiamo visti di tutti i tipi.

Castelli ancora abitati come il Castello di Windsor, appena fuori Londra, dove la regina risiede un paio di settimane l'anno e dove riceve i cavalieri del primo ordine inglese, quello della giarrettiera.

Un castello grande e un po' anonimo, con interni lussuosi ma un senza anima.

Anche il castello di Inveraray in Scozia, a nord del Loch Lomond, è abitato per metà in maniera stabile da una famiglia nobile che ha riempito la metà visitabile di memorabilia della famiglia e foto di nipoti, nipotini, cerimonie, battesimi e matrimoni. 

E del matromonio dell'attuale proprietaria del castello è presente in bella mostra anche il sontuoso abito (?!?).

Si vede che mantenere un castello costa, e quindi si cerca di fare necessità virtù...

Alcuni castelli si trovano nelle città, e dominano dall'alto della loro imponenza, oggi come ieri, la vita che brulica loro attorno.

E' il caso del castello di Stirling, in ristrutturazione e quindi spoglio, ma per questo forse più affascinante, il castello di Dublino, o il castello di Edimburgo, immensa roccaforte piena di vicoli e stradine.

(io e Mattia abbiamo inscenato per la gioia dei cuiriosi una scena in cui il barbaro e il re combattono, e alla fine il barbaro spodesta il re, gettando la sua corona)

Ai piedi del Castello a metà agosto da 50 anni c'è il Festival di Edimburgo, che raccoglie negli anni sempre più persone, facendo vivere alla città un'atmosfera unica. C'è il festival ufficiale e poi c'è il Fringe, un festival di commedia teatrale, e poi ancora c'+ un festival di cinema, uno di danza, uno di arti visive e poi ci sono gli artisti di strada che riempiono ogni vicolo battuto da turisti.

Anche noi, per ridere, ci siamo cimentati in qualche piroetta per strada, per vedere se destavamo la curiosità di qualcuno, ma non abbiamo ottenuto gran che...

Molti dei castelli che abbiamo visitato sono in rovina da decenni o da centinaia di anni, come il castello di Urqhar, sul Lochness, il lago del mostro.

Poche pietre senza fascino, lungo le sponde di un lago ingiustamente famoso. Senza grande fascino rispetto ad altri luoghi scozzesi, è invaso da gente solo per la burla che negli anni 30 hanno organizzato dei ragazzi con un piccolo sottomarino e una testa di gomma.

Anche a Clonmacnoise c'è un castello in rovina, che sembra stare in piedi su un promontorio quasi per miracolo.

Sull'isola di Skye, uno dei luoghi più selvaggi che abbiamo visitato in Scozia, il castello di Duntulum con le sue rovine domina una baia sul mare sempre mosso dell'oceano.

Altri castelli in rovina li si incontra per caso sulla strada.

Alcuni sono siti importanti, altri no, alcuni sono affascinanti e altri no.

Ma comuqnue raccontano un paese che ha nel suo orizzonte tante torri quanti campanili abbiamo noi nelle nostre campagne.

I castelli sui laghi sono forse i più affascinanti, come il Killarney Castle, lungo il Ring of Kerry in Irlanda, una torre del XVI secolo con gli interni ricostruiti come gli originali.

Il Castello di Elian Donan in Scozia è sicuramente uno dei più suggestivi. Non per niente è stato scelto come location del film Highlander, per le scene girate in Scozia.

Su una piccola isola collegata alla terra da un ponte di pietra, è stato ricostruito fedelmente e domina tutto il territorio circostante, incutendo timore e rispetto.

Un altro castello con un passato cinematograficoè il Cahir Castle, verso Kilkenny, in Irlanda. Scelto per le riprese di Excalibur, Tristano e Isotta oltre che per molte scene di Braveheart, è uno dei più compatti e "puliti", senza fronzoli nè rifacimenti esagerati.

Io e Mariachiara abbiamo sferrato un attacco ai nemici e li abbiamo messi in fuga a colpi di cannone.

Ah, dimenticavo. Di fantasmi nemmeno l'ombra... Peccato.

Postato da: creativamente a 13:14 | link | commenti (2) |

mercoledì, 22 agosto 2007

In questo nostro ultimo viaggio abbiamo dormito in tutte le sistemazioni possibili e immaginabili.

A Londra avevamo prenotato un ostello, il Barmy Badger, a Earl's Court, una zona comerciale, crocevia di metropolitane, a pochi passi dal centro.

Pochissimi posti letto, poche camere tra cui alcune doppie. La nostra era grande poco più di un bagno, con un vecchio letto a castello, la moquette un po' sporca e il bagno da condividere. Ma la location e il prezzo irrisorio (nemmeno 100 sterline a testa per una settimana)  lo hanno reso un posto più che accettabile.

A Glasgow abbiamo dormito in un dormitorio per studenti, Beersbridge Annex, poco fuori dal centro, con una stanza pulita e moderna, con bagno in camera e un prezzo di pochi pound a notte.

Girando per la Scozia abbiamo prenotato di giorno in giorno dei Bed & Breakfast, grandi case di cui i proprietari affittano stanze adattate ad alberghi, per la maggior parte tutte pizzi e centrini, dall'arredamento kitch ma comunque familiare.

La mattina si faceva colazione nella grande sala da pranzo, a volte tutti su un unico grande tavolo, abbuffandosi di marmelade, uova, bacon, pudding, porridge, salsicce e via così.

Nella giornata tormentata in cui ci si è rotta la macchina siamo finiti in un quattro stelle anonimo, stile centro congressi: i soldi epggio spesi di tutta la vacanza, ma alle 5 del mattino non siamo riusciti a trovare altro.

Ad Edimburgo avevamo prenotato una bellissima Guesthouse, la Newington Guesthouse.

A cinque minuti a piedi dal Royal Mile, con interni di legno e la camera con il letto a baldacchino e le tende bianche, è un posto con un grande rapporto qualità/prezzo.

A Dublino, a Willowbroook, ci siamo trovati come a casa, poco fuori dal centro, a Clontarf, sul mare, la casa di Joe e Mary, due ferventi cattolici (lui si dice miracolato dalla madonna di Medjugorie), è lussuosa ed accogliente, e tanto sono piccole le camere tanto è abbondante la gentilezza e la colazione.

Ad Ennis, nella contea di Clare, ci siamo fermati  a Newpark House, una Farm House, una vecchia casa nobiliare con animali annessi.

Un palazzo del XVII secolo, arredato con mobili antichi e vintage, con le camere con il letto a baldacchino e il copriletto di seta colorata. Dalla finestra si vedono le mucche e tra le pareti si dice che vivano dei fantasmi...

Ma il posto più bello dove abbiamo dormito è certamente Butler House a Kilkenny.

Un palazzo georgiano nel centro medioevale della città, con un giardino stupendo che si affaccia sul castello, l'edera che si arrampica sulle torri, i saloni ampi e bianchi e le camere enormi e arredate con pezzi di design e gusto per la familiarità. Per non parlare dei bagni, grande come casa mia, con una vasca da bagno di due metri e mezzo di diametro!

Per la colazione si attraversa il giardino e si arriva alla depandance del castello di Kilkenny, sede oggi del Museo di Design e lì, prima che arrivino i turisti, si fa colazione con Muffin e torte, oltre che la solita Irish Brekfast, of course!

Ovunque siamo stati bene, e se non siamo stati bene ci siamo adattati. Ma alla fine, come dice una scritta pubblicitaria della Guinness: "Casa non è dove vivi, ma dove ti capiscono". E io ero sempre con qualcuno che mi capiva, per cui stavo sempre a casa.

Postato da: creativamente a 14:50 | link | commenti (2) |

martedì, 21 agosto 2007

E' finalmente on line il corto "Fionda la Nana", con la regia di Alessio Muzi e la mia sceneggiatura.

Lo potete vedere qui.

Postato da: creativamente a 12:51 | link | commenti (3) |

lunedì, 20 agosto 2007

Eccomi tornato, dopo tre settimane di assenza. Sono stato in giro, il che non mi giustifica. Sono stato bene, più che bene, il che in parte giustifica il fatto che avessi poca voglia di passare del tempo in un centro internet. Sono già in ufficio, da poco rientrato dalla pausa pranzo, avendo girato il quartiere deserto di Prati alla ricerca di qualcosa da mettere sotto i denti, per finire poi qualche metro più in lù dalle parti di San PIetro dove i turisti tengono sveglia la città svuotata dal caldo e dalle ferie estive.

Una settimana a Londra e dintorni, una in Scozia e una in Irlanda. Più giorni di pioggia che di sole, ipiù giorni invernali che estivi, maglioni di lana già lavati e stesi sul balcone di fronte allo stendino del mio dirimpettatio che asciuga costumi e parei.

Londra è stato un ritorno, dopo un lungo periodo passato da quelle parti dieci anni fa, poco più che adolescente. Ma è stato come non esserci mai stato, la città è cambaita o forse sono solo cambiato io. La vita era in pausa anche per loro, pausa da vacanze, eppure ogni via brulicava di qualcosa che ho visto solo a New York.

Forza, voglia, stile, arroganza, originalità, snobberia, diversità, comunione, ipercontemporaneo, antico. Tutto si mescola e tutto cambia dopo pochissimo. Io e Mariachiara abbiamo girato tra i monumenti, ma la vera Londra l'abbiamo trovata poco più in là, nella vetrina di un negozio, nella schiuma di un frappuccino, impigliata tra i capelli viola di una faccia coperta di piercing. Solo il fish and chips e la ale, la bitta on tap, unisce l'immaginario e l'immaginato con il reale e il reality.

E da Londra via per una giornata fuori, verso il Kent, fino a Stonehenge, eterno circolo di misteri e fantasie.

Da Londra in volo verso nord, la Scozia fatta di città (poche) e strade vuote e solitarie.

Guidando al contrario, con il cambio a sinistra, ci siamo intrufolato a Glasgow, industriale e trendy, per salire su verso il Loch Lomond, sulle coste di Fort WIlliam, i castelli del nord, i laghi, le spiagge fredde dove sono più le foche dei gabbiani, l'isola di Skye, dall'odore di torba e l'isolamento che sta scomparendo, fino ad arrivare dove un maglione non basta più, a Gorlich, tra i pescatori e il whisky che scalda.

Poi giù fino al Lochness, il lago del mostro, a bere birra nei pub mentre i violini suonano e le gambe ballano.

Lì incontriamo Mattia, uno dei miei più cari amici, e un amico con i quali scendiamo la via del Whisky, interrotti da un piccolo incidente con la amcchina che di ha rubato una mezza giornata lasciandoci in the middle of NoWhere per ore fino a che è tramontato il sole.

La Scozia la salutiamo ad Edimburgo, nei giorni del festival più grande del mondo, tra una fauna di giovani e artisti, speranze e curiosità.

Passano poche ore e siamo in Iralnda, poco fuori dal centro di Dublino in un bed and breakfast con la colazione più buona del mondo, a pochi metri dal mare, con due grandi amici, Alessio e Alessandra.

La macchina è pesante di bagali mentre giriamo sotto una pioggia incessante che ci fa faticare.

Tagliamo l'Irlanda fino a Galway e ci imbarchiamo per l'incontaminato, per le Isole Aran, dove ci aspetta un diluvio universale che i piccoli muretti di pietra costruiti per proteggere la terra non tengono lontano.

Il vento quasi ci catapulta giù dalle ripide scogliere a picco sull'oceano e così, avvolti in maglioni nuovi di lana bianca, torniamo sull'isola maggiore, terra di scrittori e poeti, per scendere il Connemara verso la penisola di Clare, attraversare prati e rovine per dormire in una vecchia tenuta nobiliare, con il letto a baldacchino e le mucche che pascolano attorno alla nostra macchina.

E poi giù di nuovo, verso il Ring of Kerry con la pancia piena di stufato di pecora e birra stout, nera come il mare mosso d'Irlanda.

E fermarsi a leggere le poesie di Yeats non appena esce un timido raggio di sole, per poi ripiegare sull'operosa Cork, vuota d'estate, e risalire a Kilkenny, a bere birra rossa tra le strade medioevali che ci riportano a Dublino. Dove eravamo fino a ieri all'ora di pranzo.

Un viaggio bello, reso stupendo dalla compagnia ma difficile  dall'acqua che casca in testa come fossero secchi rovesciati dal cielo. Un cielo dove il sole si sveglia presto e tramonta tardi, senza scaldare mai. Ma tanto a scaldare ci pensano il cibo, la birra, il whisky, la musica e le persone più ospitali che ho mai incontrato in un mio viaggio.

Postato da: creativamente a 16:40 | link | commenti (5) |