Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.
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gionapeduzzi(at)gmail.com
Ricordo perfettamente la prima volta che comprai un cd.
Fino a quel momento avevo solo cassette, poche originali, molte con canzoni registrate dalla radio (tutte mozze, tutte con qualche parola di speaker sopra).
Era il 1995, e i cd che comprai furono "The Memory of trees" di Enya e "Something to remember" di Madonna, acquistati in un negozio di musica ed elettronica di Mariano Comense.
Ora è un pezzo che non compro più cd, preferendo per gestire la mia musica il formato digitale, più pratico per creare un archivio di moltissime canzoni.
Solitamente scarico musica da Itunes ma quest'ultima volta, per il nuovo album di Madonna, ho effettuato il download dal sito del Corriere della Sera che vende a 11.90 euro la versione deluxe del disco.
Ora però ho un problema di gestione: i file che ho scaricato, protetti da licenza, li posso ascoltare solo sul pc con windows media player. Ho provato a caricarli nella libreria di itunes convertendo il formato ma l'operazione mi viene impedita, con la conseguenza di non poterli caricare sull'ipod e quindi non poterli ascoltare nè in mobilità, nè in macchina, dove collego il mio lettore all'auto.
Ho provato così a masterizzare un cd per poter eventualmene riacquisire i file ma anche questa operazione non è autorizzata. Ho provato a trasferire i file sul mio secondo computer ma in questo caso, senza licenza, nemmeno li posso ascoltare.
Alla fine ho cestinato i file.
E ho scaricato illegalmente l'album da una rete peer to peer.
Da anni ormai è in atto una rivoluzione della gestione della musica, ma fino a quando le case discografiche non si mostreranno più agili nella gestione dei propri diritti, gli acquirenti saranno costretti a cercare da altre parti quello che non possono comprare. Scoprendo così di poterlo avere facilmente gratis.
E se poi ci si abitua è difficile, difficilissimo tornare indietro.
Uguali e diversi.
Una giornata di riposo senza colore.
Vorrei iniziare la mia giornata lavorativa come nel call center di precari (Multiple, a brand new world) del film di Paolo Virzì, Tutta la vita davanti.

Con un balletto motivazionale.
E una capa che mi urla: "Perchè voi siete persone..." e tutti noi "speciali!" e ancora lei "E fate un lavoro..." e noi "speciale!". Per finire con un Buongiorno al lavoro accompagnato da un applauso e abbracci e baci.
Il trash è motivazionale.
Da pochi giorni in Italia è andata in onda l'ultima puntata di Gossip Girl, una nuova serie per adolescenti che sta spopolando in America. In realtà si tratta dell'ultima puntata per ora andata n onda in USA dove da settimana prossima ricominceranno ad essere trasmessi gli ultimi episodi della prima serie la cui messa in onda era stata interrotta a causa dello sciopero degli sceneggiatori. In Girl è andato in onda su Mya, un canale Premium del digitale terrestre, e probabilmente sarà su Italia Uno dal prossimo autunno.

Ho iniziato a guardare questa serie, nella versione in inglese, quasi per caso. Non sono riuscito a staccarmi, rapito da quel mondo di teenager da cui sono già lontano da un pezzo.
Gli episodi raccontano di un gruppo di ricchissimi figli di papà newyorkesi, Serena Van Der Woodsen e Blair Waldorf in testa, che vivono nell'upper east side tra limousine e feste, alcol e raccomandazioni, droghe e genitori ingombranti.

Niente di più lontano dal mio mondo e in generale dal mondo che frequento, per di più tutto è molto esagerato e un po' stereotipato (c'è il ballo delle debuttanti, la serata di beneficenza, la festa di notte nella piscina della scuola) ma proprio per questo si rimane incollati davanti a questa versione east cost di Beverly Hills 90210, cult della mia generazione di adolescenti.
In Gossip Girl i protagonisti hanno valori cui sono disposti a rinunciare in qualsiasi momento e senza troppo danno, vivono con la leggerezza di chi sa che tanto può avere tutto dalla vita in qualsiasi momento, usano i sentimenti come l'accessorio più importante per essere considerati da tutto il mondo dei Giovani con la G maiuscola.
Insomma sono personaggi odiosi ma proprio per questo non puoi fare a meno di guardarli. E pensare che la tua adolescenza fatta di brufoli, autobus, birrette e pochi soldi forse non è stata poi così male...
Sto trascurando il blog , non ho giustificazioni. Questo è sempre stato il posto dove mi mettevo e scrivevo, lavoravo con le parole raccontando storie. Voglio che lo sia sempre, ma in questo periodo sto scrivendo anche altre cose e per di più la mia vita è abbastanza incasinata in queste ultime settimane, senza giorni di pausa dal lavoro, in giro per l'Europa o chiuso in sala di montaggio.
Ma ci sono sempre, e tornerò presto anche qui.
Tra le tante cose belle del mio lavoro c'e' anche il fatto che da un giorno con l'altro mi chiedano di partire per fare qualcosa e che mi dicano che la destinazione sia fuori dall'Italia.
Come e' successo due giorni fa.
Nella lista delle cose brutte ci posso mettere: che ho poco tempo e devo lavorare moltissimo, che non riesco quasi mai a guardarmi in giro, che non capita tutte le settimane, che non sono con chi vorrei, che torno domani.
La lista delle cose belle pero' e' molto piu' lunga...