creativamente

Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.

Bottoni

Contatore

visitato *loading* volte

mail

gionapeduzzi(at)gmail.com

 
giovedì, 29 maggio 2008

Poco fuori dal raccordo, percorrendo via di Boccea fin dove scompaiono le case, si finisce a Santa Maria di Galeria, un piccolo borghetto chiuso attorno ad una piazza, con i muri scrostati e i vecchi che sembrano sempre in attesa di qualcosa.

Ma se si esce dal borghetto e si va a sinistra prendendo poi la prima strada sterrata a destra si finisce in un posto da film dell'orrore o da riti esoterici: il borgo abbandonato di Galeria vecchia.

santa maria di galeria

In questo luogo esisteva fin dall'epoca etrusca una città che crebbe fino ad avere tre chiese e un castelletto. Tutto bene quindi, fino a che, nel 1700, iniziò una strana moria delle persone che abitavano il borgo (probabilmente per malaria o per peste) e si diffuse la voce che la città fosse maledetta. Alla fine del secolo solo 150 persone abitavano il paese e nel 1809 l'ultima famiglia lasciò l'ultima casa.

santa maria di galeria (1)

Da quel momento ad abitare ogni strada ed ogni palazzo arrivò la natura selvaggia che tutto distrugge.

Così oggi di quel borgo (sotto cui, si dice, ci sono ancora da scoprire inesplorati sotterranei di epoca etrusca) è praticamente scomparso, assumendo però un fascino unico che attira gente di tutti i tipi: dai giocatori di guerra simulata a pseudo satanisti.

santa maria di galeria città abandonata

Oltre che curiosi come me.

 

Postato da: creativamente a 12:39 | link | commenti |

mercoledì, 28 maggio 2008

Sarà una hit, io già la so quasi a memoria.

Non ti scordar mai di me

di Tiziano Ferro per Giusy Ferreri

Non ti scordar mai di me,
di ogni mia abitudine,
in fondo siamo stati insieme
e non è solo un piccolo particolare.
Non ti scordar mai di me,
della più incantevole fiaba
che abbia mai scritto,
un lieto fine era previsto e assai gradito.

Postato da: creativamente a 14:50 | link | commenti (4) |

lunedì, 26 maggio 2008

C'è un posto poco lontano da Roma, che sembra uscito da un libro di favole, in realtà è saltato fuori dalla mente geniale e un po' matta di un architetto artista che ha fatto la storia del '900 italiano: Tomaso Buzzi.

Questo posto si chiama La Scarzuola ed esiste dal 1200.

Qui San Francesco ci costruì una chiesa fatta di fango e scarza, una pianta palustre, successivamente venne costruito un convento e alla fne degli anni '50 la proprietà passo nelle mani di Buzzi.

Buzzi costruì attorno alla chiesa una sua città ideale, una scenografia teatrale visionaria, esoterica e matta fatta di scale, simboli, costruzioni, sogni, specchi, pilastri, prati e alberi.

Un posto unico, nascosto in mezzo al bosco, dove non prendono i cellulari e non si sente nemmeno il rumore delle foglie mosse dal vento.

Buzzi è morto nel 1981 e la proprietà è passata nella mani del nipote, Marco Solari.

Che sia il nipote lo so per ricerche fatte sul web, perchè lui su questo è vago ("Sono un matto, come matti erano tutti i proprietari di questo posto da San Francesco in avanti. Sono il nipote, non lo sono, non ha importanza: mia madre diceva sempre che siamo dell'alta società e nell'alta società tutti scopano con tutti").

Marco vive tutt'ora in questo posto e si è fatto carico di finire i lavori di Buzzi, lasciati incompiuti alla sua morte.

"La Scarzuola" non è aperta al pubblico, ma lui, quando ha voglia e se ha voglia, la apre a chi chiama casa sua (0763 837463) dove risponde il suo maggiordomo inglese che diligentemente prende nota dei visitatori. A ricevere all'ingresso c'è direttamente Marco che guida gli ospiti atraverso i giardini di casa sua raccontando di Buzzi, del suo modo di intendere la vita e di come l'ha trasferito nella pietra.

marco solari ride

Marco Solari è matto come un cavallo. Ride sempre, si diverte a provocare le vecchie incipriate che lo guardano scandalizzate, dice parolacce, fa battute a doppio senso.

E' un giullare istrione, un intrattenitore, ma è anche e soprattutto una specie di filosofo, che ti invita non a visitare il giardino, ma a riflettere, attraverso il giardino, su te stesso e il mondo che hai intorno. Non dà risposte (non le ha e non le avrà mai) ma ti invita a farti domande, a non guardare le cose solo come si presentano, ma a cercare di capire come sono in realtà.

Colto e preparato, ha fatto di Buzzi e della Scarzuola la sua vita e la sua più grande passione, ed è bellissimo vedere un uomo raccontare di qualcosa che lo appassiona... Varrebbe la pena andare lì solo per parlare con lui, senza visitare la Scarzuola.

torre di babele

L'architettura di Buzzi e qualcosa di unico. Mescola stili classici e trovate spiritose, richiami orientali e disegni naturali.

"E' vero manierismo, del resto in Italia, ancora oggi, non si può che essere manieristi" dice Marco. E in parte ha ragione, come ha ragione quando auspica il ritorno in Italia ai giardini rinascimentali, fatti per far vivere un'esperienza all'anima e non agli occhi, come quelli inglesi importati dal 1600 in avanti.

teatro di tomaso buzzi

Finiamo la visita passando dietro la chiesa, in un angolo dove rimangono i resti di una festa di matrimonio. "Una cosa che mi è capitata per caso, senza che nemmeno me ne accorgessi" e parla del senso della coppia, dei lavoratori in nero, del vescovo di Terni e di mille cose. Non si fermerebbe mai e lo si starebbe ad ascoltare per ore.

Nel gruppo c'era una ragazza down e Marco le ha detto durante il giro, per niente politically correct e per questo ancora più vero, "Forse solo tu mi capisci veramente...".

E pobabilmente aveva ragione.

Postato da: creativamente a 23:24 | link | commenti |

sabato, 24 maggio 2008

Una poesia lunga 2095 vocaboli pubblicata in un esemplare unico, tatuando ogni singola parola sul corpo di 2095 persone diverse. Questo è il progetto "Skin" di Shalley Jackson, una intraprendente artista newyorkese, che cerca volontari disposti al tatuaggio. Tu mandi la mail, lei legge la lettera, se la convinci ti manda la parola da tatuarti, tu in risposta devi inviare una foto della parte del corpo tatuata e una del tuo viso.

SKIN

Il tatuaggio deve essere in book font, di qualsiasi grandezza leggibile, in qualunque parte del corpo.

Tutte le foto insieme, e in generale le persone sparse nel mondo con quel tatuaggio, compongono l'opera d'arte, la poesia che nessuno potrà mai leggere.

Le richieste sono state oltre diecimila e per la maggior parte non verrano esaudite.

Se amassi i tatuaggi mi tatuerei una parola a caso scelta dal giornale del mattino, in book font, dicendo a tutti che fa pate della poesia di Shelley Jackson senza che nessuno saprebe mai il contrario. Sarebbe una "contro opera d'arte". O un'opera d'arte più grande.

E farei una foto a quel tatuaggio e una foto al mio viso e glielo spedirei. Chissà che direbbe...

Postato da: creativamente a 15:32 | link | commenti (2) |

giovedì, 22 maggio 2008

Una giornata a pescar trote.

E' capitato, un po' per caso un po' per volontà, che ci siamo ritrovati un giorno a Castelgandolfo a pescar trote.

Armati di due canne da pesca e una scatola di vermetti bianchi, io e Mariachiara siamo capitati in un allevamento di pesci con una grande vasca per la pesca sportiva.

Dopo un'ora e mezza sei trote erano morte ammazzate in un sacchetto sporco di sangue.

Ecco come pescare:

Pagare quindici euro in uno stabilimento di pesca sportiva.

Prendere una canna e una scatola di vermi.

Aprire la scatola dei vermi e recuperarne un paio belli grassottelli.

Infilzare i due vermi (nel senso della lunghezza e non della larghezza) sull'amo facendo uscire un po' di budellame interno che possa invogliare maggiormente il pesce affamato.

Rilasciare la sicura del mulinello e lanciare l'amo nel centro della vasca.

Recuperare lentamente l'esca facendola passare in prossimità di pesci.

Aspettare con pazienza ripetendo l'azione di lancio e recupero continuamente.

Nel caso in cui qualche pesciotto abbocchi, tirare la canna recuperando il filo con il mulinello. Nota bene: il pesce si dimena e schizza!

Una volte che il pesce è all'asciutto prenderlo con una mano con forza senza farlo scivolare.

Aprire la bocca al pesce con due dita e strappare l'amo impigliato tra le budella. Nota bene: questa è la parte più schifosa di tutta la pratica in quanto il pesce perde molto sangue e dimenandosi schizza dappertutto.

Completare la pesca, tornare a casa, pulire il pesce e cucinare a piacere.

Mangiare.

Postato da: creativamente a 15:09 | link | commenti |

lunedì, 19 maggio 2008

Due film da vedere, uno che sicuramente vedranno tutti e uno che forse non vedrà nessuno:

Gomorra

Un film attesissimo, con la gente a fare la fila e la sala piena. Tratto da un libro da un milione e duecento mila copie solo in Italia. Girato da uno dei pochi veri autori del cinema italiano (Matteo Garrone) e scritto da un gruppo di sceneggiatori tra i più bravi in Italia (tra cui Chiti e il fedelissimo di Garrone: Massimo Gaudioso che qualche tempo fa ho avuto il privilegio di conoscere).

Un film che forse se non avesse avuto quel titolo così ormai sulla bocca di tutti non avrebbe avuto lo stesso impatto nella distribuzione, sarebbe stato costretto a macinare passo dopo passo tutto, biglietto dopo biglietto, la sua strada per farsi largo tra i colossi italiani e non. E invece il giorno dell'uscita è già successo e la strada dei David prima e della nomination dell'Oscar poi, sembra già scritta.

Un film italiano come ne capitano pochi, con un cast di attori eccezionali, moltissimi esordienti. Un tuffo moderno nel neorealismo, senza ammiccamenti ed emozioni facili. Solo fatti e storie e un buon sapore amaro in bocca.

Il fatto che al film tocchi essere sottotitolato per essere compreso al di fuori della Campania come fosse un film indiano la dice lunga sul micromondo che vive a Napoli e dintorni.

L'altro:

Un baiser s'il vous plaît (Solo un bacio per favore)

Una commedia francese delicata e scritta benissimo, teatrale nell'impostazione ma profondamente cinematografica nel racconto, con personaggi delineati in maniera precisa e curiosa. Un sapore dolce amaro, come tanti prodotti francesi. Intellettuale ma non troppo. Purtroppo distribuito con fatica (da un mio caro amico) in quanto prodotto riservato ad una piccola nicchia di pubblico (in una sala da 200 posti eravamo in 6 alla proiezione).

 

Postato da: creativamente a 12:16 | link | commenti (2) |

sabato, 17 maggio 2008

Già sulla mia libreria fa bella mostra di sè il premio in plexiglass che poco fa il nostro cortometraggio "Bagno d'Adama" ha vinto al fesival "48 hour film project" di Roma per il miglior uso del genere cinematografico affidato.

Inoltre ci portiamo a casa la nomination per il premio come miglior film e gli applausi e le risate più grasse della giornata di oggi.

ps: quando ho ritirato il premio sono salito sul palco con ciambella salvagente e collana di fiori...

Postato da: creativamente a 03:00 | link | commenti (2) |

giovedì, 15 maggio 2008

Per chi desiderasse vedere in anteprima in sala e votare per il premio del pubblico il corto "Bagno D'Adama" con la mia sceneggiatura e la regia di Alessio Muzi l'appuntmento è venerdì pomeriggio verso le 14:30 presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Sapienza Università di Roma, in Via Salaria 113. Nel pomeriggio verranno proiettati tutti i corti che hanno partecipato al concorso e in serata ci sarà la premiazione.

Postato da: creativamente a 12:27 | link | commenti |

domenica, 11 maggio 2008

Ormai le 48 ore previste dal concorso 48 hours film project per creare un cortometraggio stanno finendo. Alle 19 c'è la consegna.

Il genere che è capitato al nostro gruppo, Amuzing, è il genere Holiday. Film di vacanza.

Un genere che in italia ha illustri riferimenti. Vedi Boldi e De Sica, Vanzina, e andando più indietro Panarea e poi Sapore di mare. In tempi recenti da segnalare anche Vita Smeralda di Jerry Calà con Fabio Fulco, Giorgio Alfieri, vari tronisti, etc.

Abbiamo lavorato tutta notte al computer macinando idee e contemporaneamente contattando tutti perchè ogni cosa fosse pronta per il giorno dopo: la storia da scrivere, gli attori da convocare (Chi? Ancora non sappiamo i personaggi?), le location da trovare (Per girare che scene?), costumi, scene, trucco, oggetti...

E così mentre noi scrivevamo, gli altri passavano la serata al telefono.

Alle 6 della mattina la sceneggiatura era pronta. Il titolo: Bagno D'Adama.

Le riprese sono durate tutta la giornata di ieri, fino a notte fonda.

Ne è uscito un piccolo capolavoro trash molto divertente.

Dalle foto qualcosa si intuisce....

riprese balletto

ballo

Postato da: creativamente a 14:48 | link | commenti (4) |

venerdì, 09 maggio 2008

Oggi ricomincia l'avventura del 48 hours film project, un progetto internazionale che coinvolge centinaia di filmmakers sparsi in oltre cinquanta città su e giù per il mondo, da New York a Singapore, da Tel Aviv ad Atene .

L'idea è quella di ideare, scrivere, girare e montare un cortometraggio in 48 ore. L'organizzazione assegna ad ogni gruppo un genere, un personaggio, un oggetto e una battuta da inserire nel corto, il resto (!) è libero.

L'anno scorso con il genere supereroi, il personaggio di una maestra d'arte, le pagine gialle e una battuta su uno strumento musicale abbiamo creato Fionda la Nana (qui il resoconto di quell'esperienza) che ha girato un po' di festival, vinto qualche premio e che sarà l'11 maggio verso mezzanotte in onda su RAISAT (oppure qui).

Quest'anno si riparte stasera alle 19, più o meno con la stessa squadra. Io, come l'anno scorso, mi occuperò della sceneggiatura.

Sabato mattina all'alba si incomincerà a girare: ci aspetta una lunghissima notte di veglia...

Postato da: creativamente a 09:30 | link | commenti (1) |

mercoledì, 07 maggio 2008

La mia 500 è stata avvicinata in un parcheggio da un camper un po' particolare...

Il camper di Stranamore

Ha forse litigato con una Smart?

Postato da: creativamente a 14:51 | link | commenti (1) |

venerdì, 02 maggio 2008

Oggi mi sono armato di macchina fotografica e mi sono buttato in metropolitana per sbucare a Re di Roma e fare un po' di foto al Concerto del Primo Maggio, il primo concerto sotto il "controllo" della prima giunta di Destra a Roma.

Nulla è cambiato.

Sono stato a qualche concerto i primi anni che ero a Roma e tutti erano caratterizzati da una bolgia umana sudata e ballerina, canne e altre droghe diffuse in grande quantità, birra, vino, gente che sta male, bandiere rosse, venditori abusivi e la musica. Ah sì, c'è anche la musica di solito a questi concerti, ma è la parte meno importante. Di solito chi è interessato a quello de lo vede da casa.

concerto primo maggio

Anche quest'anno, con Alemanno sindaco, tutto è uguale. "Bella Ciao" compresa, cantata a squarciagola anche da ragazzine che non sanno nemmeno cos'è stata la resistenza.

Faccio foto qua e là e subito vengo scambiato per un reporter di qualche giornale. Tutti mi chiedono per chi stia facendo foto e quando dico che le faccio per me mi guardano perplessi.

il bacio del comunismo

In molti si mettono davanti all'obiettivo e vogliono farsi fotografare. Qualcuno mi chiede di fargli una foto, "Così se poi magari le vendi a qualcuno io divento famoso" mi dice un ragazzo ubriaco. Io scatto.

La piazza è piena di simboli. Bandiere, magliette, volantini, giornali. I simboli sostituiscono le idee.

Tutti vogliono dire qualcosa, ma non sanno bene cosa. Per non sbagliare abbracciano un'ideologia qualunquista, come del resto fanno queste grandi manifestazioni di piazza. "NO alle morti sul lavoro" dice questo primo maggio. Perchè? C'è qualcuno che dice "SI alle morti sul lavoro"?

Da segnalare delle bellissime cartoline pubblicitarie di monster.it, un'agenzia per trovare lavoro on line, che riportavano immagini di Santi dell'epoca moderna, sulla scia del San Precario che tanto aveva fatto parlare di sè. Tra i vari santi c'è "Sant'ingegnere senza potere" oppure "San Laureato male impiegato".

Ad un certo punto un diversivo. Un ragazzo drogato si sente male. Un suo amico urla: ha solo fumato erba e basta!

Lo prendono e lo caricano su una barella. Qualcuno si spaventa. La maggior parte della gente continua a ballare o a bere, alla faccia di Alemanno e di quel drogato.

via in barella

Oh, che divertimento in questa grande piazza!

A fatica torno verso la metropolitana proteggendo la mia macchina fotografica dagli attacchi esterni implacabili e non discriminanti.

Ora vedo alla tv che la maggior parte delle persone è ancora là. Sempre alla faccia di Alemanno.

Il quale ha problemi più importanti di cui occuparsi, come la teca dell'Ara Pacis.

ubriacarsi

Come è difficile la vita del sindaco...

Postato da: creativamente a 00:45 | link | commenti |