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gionapeduzzi(at)gmail.com
Sabato sono stato alle Cascate delle Marmore, il salto d'acqua più alto d'Europa. Impressionante nella portata d'acqua, nella potenza, nella scenografia della vegetazione e nei colori.



Dall'alto siamo riscesi verso il basso lungo il sentiero, bagnati dalle gocce d'acqua che la cascata solleva verso il cielo, colpendole con la luce dell'arcobaleno.






L'acqua è vita ma è anche morte. L'acqua è sempre in movimento, ma è sempre immobile. Milioni sono le gocce d'acqua in un bicchiere ma non si potranno mai separare e stringere. Come i momenti di una vita, che hanno senso solo insieme. Tanti istanti, tutti diversi, tanti condivisi, che nel complesso fanno la differenza di una vita rispetto all'altra.

Ai piedi della cascata ci siamo imbragati in mute e giubbini e ci siamo lanciati con una guida a fare rafting sul fiume.



Potenza di addominali e braccia, dorsali tesi e sguardi attenti, a remare avanti ed indietro seguendo i comandi del capitano.




Fino ad esultare nel finale, poco prima di buttarsi nell'acqua gelida che scalda una delle tante giornate di inizio estate...
Quando ho vissuto per un paio di mesi a New York, due anni fa, ho girato un cortometraggio intitolato Guilty.
La sceneggiatura era totalmente incentrata su una donna di mezza età, in crisi con il compagno.
Per trovare l'attrice protagonista scrissi un annuncio su molti siti internet americani (in particolare su craigslist.com) raccontando brevemente la storia che sarei andato a girare, specificando che avrei lavorato no budget.
Mi risposero in molte, ma da subito mi colpì una ragazza: Alex Mccord.
Ciao giona, I'm interested in hearing more and seeing your script -- are you using the SAG student agreement, and is it this coming Monday you want to shoot? Here's my resume and headshot.
You can also search me on IMDb, and I have a demo reel online at alexmccord.com
My direct contact is xxxxxxxxxxxxx and I'd be happy to talk with you further. E anche, io a habitare in Milano per un anno e mezzo per lavoro, come attrice and fotomodella.
Già vedendola in foto pensai che sarebbe stata perfetta per il ruolo e così, dopo qualche altra mail, ci incontrammo e le feci un provino su parte. Nel pomeriggio ero già nel grattacielo della SAG (il sindacato degli attori americani) a compilare decine di moduli per utilizzare Alex nel mio cortometraggio cercando di bypassare l'obbligo salariale del minimo sindacale che in teoria avrei dovuto corrispondere all'attrice per le sue due giornate di lavoro.
Il giorno dopo ci siamo trovati a casa sua, nel Dumbo, a Brooklin, per fare le prove, tra un bambino che piangeva e due chiacchiere con il marito, anch'esso un personaggio.
Poi lo shooting.
Il primo appuntamento per le riprese era alle 7 del mattino sulla fifth avenue per girare davanti alla vetrina di Tiffany senza troppa gente.
La temperatura invernale di New York tagliava le mani sia a lei che al figlio neonato oltre che al marito che l'avevano accompagnata sul set per tenerle il bambino tra una poppata e l'altra. Ogni ciak ci dovevamo fermare e Alex si infilava nella Trump Tower per riscaldarsi un po' o allattare il piccolo allo Sturbucks della torre dorata.
Nel pomeriggio abbiamo girato gli interni a casa di una ragazza italiana che avevo conosciuto a NY e che viveva nell'Upper East Side. Il giorno dopo, nel Queens, gli ultimi esterni davanti allo skyline di Manhattan.
Nel frattempo sono passati due anni e, dopo esserci incontrati alla proiezione alla New York Film Academy, io e Alex non ci siamo più visti nè tenuti in contatto.
Ora, per caso, cercando tra la programmazione televisiva americana, mi sono imbattuto in un nuovo reality della cable tv: "The Real houswives of New York City". Ed ho scoperto che una delle protagoniste, forse la più discussa, è proprio lei, Alex.

Il reality racconta la storia di cinque ragazze della ricca borghesia di NY, alle prese con i problemi delle casalinghe disperate: cene di gala, mariti impegnatissimi, serate di beneficienza, poppate in orari strani, esigneze di donna in un corpo di mamma, etc etc.
Il sito di Bravo, la tv che trasmette il programma, è ricco di notizie e ha anche un blog che racconta le esperienze di Alex e delle altre.
Alex inoltre è stata coinvolta in una polemica su delle foto di nudo "artistico" che sono uscite dopo il raggiungimento della popolarità.

Morale della storia: tutto il mondo, ma proprio tutto il grande grande mondo, è paese.
Un paesino piccolo piccolo...
Domenica scorsa c'è stata l'Infiorata di Genzano.
L'infiorata è una manifestazione che si tiene dal XVIII secolo tutti gli anni nella via principale di Genzano (Roma)
Squadre di volontari composte da bambini e adulti disegnano sui sampietrini dei grandi quadri su cui poi vengono poggiati petali di fiori colorati a formare figure astratte e non.
Un tappeto che sempra un quadro, un disegno che sembra un mosaico, mani precise e sguardi attenti, la voglia di fare qualcosa insieme.
La pratica consiste nel fare un disegno con i gessetti sul pavimento e poi riempire gli spazi e le linee con petali, semi e materiale naturale.
In alcuni casi si usano delle forme di metallo, in altri disegni sui cartoni, altri fanno piccoli bassorilievi, ma dalla mattina fino al primo pomeriggio decine di persone lavorano alacremente, con pazienza e precisione.
Mano a mano i fiori vengono bagnati da altri volontari che spruzzano acqua con un getto gentile.
Mentre attorno la via si riempie di curiosi dall'aspetto curioso.
I fiori colorati, organizzati in forme e disegni, sono affascinanti da vicino.
Ma dall'alto dei balconi lo spettacolo è ancora più bello.
In serata il Vescovo della città procede con la processione del Corpus Domini, accompagnando l'ostia consacrata in una passeggiata dall'alto della chiesa fino alla fine della strada, camminando sul tappeto di fiori che la città offre al Cristo.
Da vedere.
Per una riscoperta delle bevande vintage.
Da sempre sono un grande estimatore del Chinotto, fin da tempi non sospetti, oggi diffusissimo ovunque.
Ma non si vive di solo Chinotto.
E da questo blog voglio lanciare un appello perchè si recuperino certe bevande che hanno f tto parte dell'infanzia dei nostri genitori e in parte anche della nostra.
C'è la Cedrata (Tassoni soprattutto), anch'essa abbastanza diffusa nei bar.
C'è il Ginger, a base di zenzero, sopravvissuto ormai solo nelle bottiglie di plastica al discount.
C'è la Spuma, sempre più difficile da trovare, ma sorpavvissuta all'avvento massiccio della Cocacola grazie anche ad un marchio comasco: la Spumador. (Esiste anche la versione bionda della Spuma, che mi dicono sia ancora oggi diffusa in Toscana)
Tra le bevande alcoliche vintage quoto la riscoperta delle bevande a base di China. Primo su tutti il vino chinato (a votle si trova il Barolo nei grandi supermercati) e poi il FerroChina Bisleri e il Vermouth Chinato, sopravvissuto nella versione moderna ChinaMartini.
Sappiate, se mi invitate a cena prossimamente, che porterò con me una di queste bevande, contribuendo così alla mia causa.
Sei viaggiatori per sei mesi in giro per il mondo in sei nazioni diverse devono ogni giorno girare e montare un filmato, aiutati da un filmmaker, e caricarlo on line.
Questo è "The Gap Year", un programma per il web creato da Endemol Uk e la community bebo.com, dove vengono uplodati i video.
Ognuno dei viaggiatori ha un blog dove carica foto e commenti del proprio viaggio e lì gli utenti della community possono interagire, partecipare alle chat, condividere esperienze e dare consigli, così da indirizzare il viaggio del "concorrente.
Per ora i sei fortunati sono stati cercati in Uk, Usa, New Zeland, Irlanda, Australia e Canada. A quando l'edizione tutta italiana? Io sono rponto a partire...
Milioni di persone in tutto il mondo non si muovono da casa se non per fare viaggi religiosi. Ce ne sono di tutti i tipi: organizzati, fai-da-te, commerciali, con serate danzanti annesse, con guru spirituali, con malati, con vogliosi di miracoli,...
Secondo Forbes il sito religioso più visitato è il tempio buddista di Sensoji a Tokio, tempio del perdono e della felicità (ecco cosa cerca la maggior parte dei fedeli! Perdono e felicità!). I visitatori sono oltre trenta milioni l'anno! Oltre ottantamila al giorno!
Al secondo posto viene uno dei paesi cattolici più devoti al mondo, il Messico, con il luogo dove nel XVI secolo avvenne una delle apparizioni della Madonna, oggi chiamato Nostra Signora di Guadalupe.
Roma, con la Basilica di San Pietro, si aggiudica il terzo posto con 18 milioni di visitatori.
Segue la tomba dell'Imam Reza in Iran, il Sacro cuore di Parigi, qualcosa di induista, fino ad arrivare al decimo posto dove troviamo il Santuario di Padre Pio che batte a mani basse sia Lourdes che Fatima, oltre che Varanasi (città sacra per gli Indù), Gerusalemme (sacra per tre grandi religioni), Assisi e La Mecca.
San Giovanni Rotondo dev'essere un paese sconvolto, con una media di 20000 visitatori l'anno...

Anche io conto di andarci presto, per vedere da vicino uno dei posti più assurdi d'Italia, dove la fede si mischia al commercio, la cultura pop ai crocefissi d'oro, le guarigioni alle speranze.
Per di più in questi giorni c'è anche il cadavere esposto...
Ecco finalmente QUI "Bagno D'Adama", il cortometraggio che abbiamo ideato scritto e girato in quarantotto ore per il 48 hour film project di Roma 2008.
Dopo i primi giorni di scuola, quando avevo circa sei anni, mi venne un tic al naso. Niente di grave a quanto mi ricordo, probabilmente solo un po' di nervosismo, ma mia madre all'epoca si preoccupò molto. Mia nonna però le diede la soluzione: il Maghetto.
Il Maghetto era un pranoterapeuta giovane e di bell'aspetto che operava da qualche anno in uno studio di Como una volta alla settimana. Il tempo di attesa per accedere alle sue cure era di molti anni ma mia nonna era già da un po' una "curata" dal Maghetto e così un giorno mi portò nel suo studio per conoscerlo.
Il modo di operare del ;aghetto era questo: ti guardava, ti diceva il tuo passato e il tuo presente per quanto riguardava la salute, passava le mani attorno al tuo corpo senza toccarti, e ti rimandava a casa. L'offerta era libera, da dare alla sua segretaria all'uscita dal suo studio.
Per qualche tempo sono andato dal Maghetto una volta alla settimana, e quando non potevo andare mia nonna portava una mia maglia che lui strofinava tra le sue mani e che io poi dovevo indossare tutte le notti.
Dopo qualche settimana il tic sparì, probabilmente quando imparai a gestire la nuova situazione scolastica, ma mia madre ancora oggi sembra credere che gran parte sia dovuto al Maghetto.
Il nome del Maghetto era (ed è) Mario Azzoni.
Mario Azzoni ha pubblicato un libro da Mondadori qualche anno fa, scritto con Giovanni Benincasa (autore di Teo Mammuccari) intitolato "Ti parlerò di te" ed è stato anche ospite da Maurizio Costanzo raccontando i suoi poteri.
Sul web si trovano molte testimonianze di gente che ha avuto a che fare con Azzoni, molti che ne parlano benissimo, molti che ne parlano malissimo. Io ho solo ricordi vaghi, più che altro non mi scordo dei boeri che mia nonna mi regalava al bar di Camerlata, poco lontano dallo studio del Maghetto.
Oggi, adulto, ci tornerei volentieri da Azzoni, per curiosità, anche senza boeri. ma l'idea di aspettare due anni di lista d'attesa è disarmante...