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gionapeduzzi(at)gmail.com
Quando scivolo tra le centinaia di canali di SKY mi capita sempre più spesso di fermarmi su CULT, dove passano sempre cose interessanti.
L'altro giorno ho visto il bellissimo documentario "Abslout Wahrola" che racconta un mondo tutto da scoprire legato al grandissimo Andy Wahrol. Andy è nato e cresciuto in America ma la sua famiglia è originaria di Mikovà, in Rutenia, un villaggio a qualche chilometro da Chernobyl. Qui vivono ancora alcuni parenti dell'artista in baracche circondate da orti e boschi. Le domande del regista polacco cercano di sondare non nei ricordi (che non ci sono in quanto Wahrol non è mai stato lì) quanto nell'idea che loro hanno dell'artista. Da ridere quando dicono loro che Andy era omosessuale: "Impossibile, nessuno mai di Mikovà è stato o è omosessuale".
La conversazione è innaffiata continuamente dalla vodka che scorre a fiumi nelle case della rutenia, e i dialoghi, naturalmente, ne risentono, ma in positivo. Il titolo del documentario è, in questo, indicativo (nota: è stato sponsorizzato anche dalla Absolut).
La cosa che più mi ha colpito di quel mondo è l'assoluto isolamnento rispetto al resto dell'umanità.
Mi sono immaginato che loro trovassero in una soffitta un po' di quei disegni che Wahrol gli spedì e che finirono disperse tra trombette di carta per i bambini e i rifiuti. Cosa se ne farebbero? probabilmente li rivenderebbero. E con quei soldi? In cosa spenderebbero così grandi quantità di denaro gente che non sa nemmeno le possibilità che il mondo offre per spendere i soldi?
Subito dopo "Absolut Wahrola" è andato in onda un altro documentario "E' morto Cattelan! Evviva Cattelan!" di Marco Penso, presentato alla Festa del Cinema di Roma. Un ritratto esilerante e strampalato di uno dei maggiori artisti mondiali, Maurizio Cattelan. Anche questo da non peedere.
Tra gli altri documentari trasmessi a rotazione ho intravisto "24 hours on the Craigslist", di cui avevo parlato qualche tempo fa, quando l'avevo visto in una sala dell'East Village a New York.
