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gionapeduzzi(at)gmail.com
A Berlino c'è un ristorante dove non si vede niente. Proprio niente di niente.
Non è lontano da Rosa Luxemburg Platz, in una delle zone più in fermento della città. Si entra in un cortile e lo si attraversa fino in fondo. Unsicht Bar si chiama ed è gestito da persone non vedenti.
Si sceglie da mangiare da un menù presentato nell'ingresso, un menù criptico che racconta i cibi più che descriverli e che ha anche un "menù sorpresa", in cui non sai cosa ti sarà servito. E non lo saprai nemmeno quando ti arriverà il piatto, perchè non lo vedrai. Come non vedrai posate, bicchieri, acqua e vino, nè chi sta al tavolo con te. Proprio come succede ai ciechi.
Accompagnati da un ipovedente scivoliamo in un tunnel a serpentina che ci getta nel buio fino alla sala ristorante. Completamente buia. Solo i suoni delle risate, delle chiacchiere e delle posate indicano che altre persone ci sono accanto.
Sediamo al tavolo e cerchiamo di abituarci al nero. La conversazione assume un'importanza diversa, si pesano le parole e le si ascolta meglio. E così succede con gli odori, non appena arriva il cibo e, ancora di più, con il gusto, appena troviamo la forchetta e iniziamo la cena.
Un'esperienza unica, multisensoriale, da sperimentare.
