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martedì, 26 dicembre 2006

Sono a Bangkok, nel centro internet del mio albergo. Venduto come il terzo albergo di Bangkok per antichita', e' semplicemente un vecchio hotel che sopravvive dei fasti di cinquant'anni fa, gestito da un gruppetto energico di cinesi, come tutti i cinesi del resto.

Sono atterrato stamattina, dopo un volo lunghissimo. Partito da Milano sono arrivato, operativo Alitalia, a Mosca dopo quattro ore, in anticipo sulla tabella di marcia. Li' ho aspettato altre quattro ore che si imbarcasse il mio volo per la Thailandia, girovagando per negozi che vendono matrioske, bevendo vodka e mangiando caviale, mentre fuori soffiava la bufera e la tempesta di neve. In ritardo di due ore il volo Aeroflot, compagnia di bandiera Russa, parte, tra gli scricchiolii di un aeromobile forse troppo vecchia per volare e che delle comodita' di cui godono tutti i voli intercontinentali non ne ha nemmeno una, se si esclude il cibo scadente ma abbondante.

Atterrati a Bangkok ci sorprende l-afa tropicale, nonostante non sia la stagione piu' calda. In taxi per il centro, con il guidatore rigorosamente sulla destra, all-inglese, scivoliamo su un'autostrada che sfreccia tra costruzioni modernissime e all'avanguardia, anche se non particolarmente di gusto. Uguale era l'aeroporto, inaugurato da pochi mesi, magnificente e enorme.

Lasciati i bagagli in hotel ci spostiamo a visitare la citta' vecchia con il palazzo reale e il tempio del budda di cristallo, un must per chi passa da Bangkok, anche solo per mezza giornata, come noi. L'architettura buddista e' lontanissima come concezione e gusto dalla nostra architettura religiosa e non, e anche rispetto a quella cinese questa tailandese e' molto diversa: colorata, sgargiante, brillante, con la predominanza pressoche' ovunque dell'oro e degli specchi. Per entrare nei templi ci si toglie le scarpe e si cammina rigorosamente in senso orario, per avere sempre la spalla forte, quella destra, rivolta verso il Santuario. E guai a quando ci si siede, che i piedi non si volgano verso il Buddah! Da qui le varie singolari posture in cui siedono o si inginocchiano i fedeli. Il Palazzo Reale, dove ora non vive piu' il sovrano, assomiglia alle costruzioni di Disneyland, che mescolano un gusto rinascimentale con qualcosa di bizzarro e fiabesco.

Percorriamo l'esterno del muro di cinta del palazzo pranzando tra le bancarelle che vendono spiedini di banane fritte, pollo, riso e frutta fresca. Dietro raggiungiamo il tempio dove e' contanuto il Buddah piu' grande di tutta la nazione> quarantacinque metri di statua dorata sdraiata con un percorso di secchielli di ferro tintinnanti dove i fedeli snocciolano monetine da un Bath.

Usciti da li' andiamo a prendere una barca che ci fa attraversare il fiume per vedere il terzo tempio che completa la triade degli Wa di Bangkok, in stile cambogiano, piu' sobrio e monumentale, il Wa Aruna. Da li' un'altra barca ci fa assaporare la calma del fiume che, seppur gremito di long tail boat cariche di turisti, sembra allontanarti dal caos delle strade.

Scendiamo nei pressi della zona centrale di Bangok dove le vie piu' caratteristiche, case basse e mura antiche, sono piene zeppe di negozi di souvenir, tatuatori, bar, ristoranti, bancarelle e via dicendo. Pittoresco.

Per cena ci scegliamo un ristorantino all'aperto lungo il fiume, con tanto di formiche volanti e gechi che scivolano tra i tavoli. La cucina thailandese e'  buona e non pesante come quella cinese. Assaggiamo un po' di tutto: riso, noodles, zuppe, antipasti, verdure, fino a che non ce la facciamo piu', e nemmeno la birra nazionale ci da' una mano.

Camminando pochi metri torniamo al nostro Albergo, distrutti dalle ore di insonnia e dal fuso. Domani la sveglia suona alle 4 di mattina, ora locale, per correre in aeroporto dove ci aspetta il volo per la Birmania, Yangon. Arriveremo la' alle 8 (con mezz'ora guadagnata dal fuso) e con tutta probabilita' sosteremo una notte li', o forse no, perche' ci aspettano altri due voli interni per arrivare a Kengtung, nel nord est, ma sono linee che non sono collegate tutti i giorni, quindi ci tocchera' vedere un po' la tabella aerea e decidere.

Per ora il bilancio e' piu' che positivo. Ritrovarsi il giorno di natale sotto la neve di Mosca a meno 15 gradi e dopo poco nel sole tropicale di Bangkok fa un certo effetto...

A tra poco, spero.

Postato da: creativamente a 16:11 | link | commenti (5) |


Commenti
#1   26 Dicembre 2006 - 16:39
 
Sono in attesa
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#2   27 Dicembre 2006 - 23:47
 
Buona permanenza!
Anna Maria
utente anonimo

#3   31 Dicembre 2006 - 16:08
 
Un abbraccio da chi è perennemente in italia invece... :D
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#4   31 Dicembre 2006 - 21:33
 
Spero che,qualunque sia il luogo nel quale vi troviate,sia lontano dagli attentati scoppiati di recente.
Buon anno da Anna Maria!
utente anonimo

#5   02 Gennaio 2007 - 23:59
 
Che grande che sei! Io al massimo posso scrivere un post sull'ultimo dell'anno passato ad Ovindoli: cena con rissa dopo la mezzanotte! ciao giramondo
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