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gionapeduzzi(at)gmail.com
Roma il weekend si svuota di romani e si riempie di turisti. Domenica ho passato una giornata in centro. Anche se amo gironzolare per le strade antiche percorse mille volte, prendermi un frullato "Da Quinto", in via di Tor Millina, accanto a Piazza Navona, una grattachecca lungo il tevere o i dolci ebraici al ghetto, anche se amo passeggiare distratto tra le bancarelle di Trastevere e scoprire in ogni angolo noto qualcosa che non avevo mai notato, anche se mi piace sentirmi un po' romano e un po' turista, nonostante io non sia nè l'uno nè l'altro a volte prendo ed esco dalal città, per buttarmi da qualche parte attorno alla capitale.
Sabato siamo andati a Tivoli. Ci ero già passato alcune volte, ma non mi ero mai preso una giornata intera da passare lì.
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Arrivati con il treno alla stazione scendiamo subito verso Villa Gregoriana, un'insenatura tra la roccia ai piedi della città dove il fiume Aniene si butta, in maniera naturale o artificiale, verso valle, creando un paesaggio romantico, nel senso storico della parola.
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Sfidiamo la calura e l'umidità che sale dal terreno inondato dall'acqua e scendiamo fino alla grotta delle sirene e risaliamo fino al tempietto romano circolare che domina la valle.
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Da lì passiamo attraverso il paese, prendiamo dei panini in un'alimentari e andiamo a mangiarli a Villa d'Este. Invasa da macchine fotografiche analogiche e digitali (la nostra compresa) e da spose in seduta fotografica in pose inquietanti, la Villa ha vinto quest'anno il titolo di Parco più bello D'Europa. Centinaia di fontane di tutti i tipi adornano la valle sotto la villa.
Dall'altro si scendono diverse scaliante e ad ogni piano trovi alcune fontane.
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C'è quella con i draghi, quella con le navi, quelle grandi e quelle piccole. Quella con un solo getto, quella con cento cannelle, quella con el statue e quella che sembra naturale ma è tutta artificiale.
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Tra le più curiose ci sono quelle che hanno un meccanismo idraulico che pompa acqua e aria per far suonare delle canne (quella della civetta e quella dell'organo).
Scendiamo fino al giardino e risaliamo verso il paese. Ci infiliamo su un autobus extraurbano e scendiamo dalle parti di VIlla Adriana.
Indietro di centinaia di anni rispetto a Villa d'Este ma ugualmente magnifica nonostante della costruzione originaria rimanga ben poco.
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La villa dell'Imperatore Adriano aveva due terme, biblioteche, appartamenti, palestre e molti altri ambienti tra cui una specie di pensatoio circolare al centro di una vasca (il Teatro Marittimo) e una vasca circondata da un porticato decorato con statue e colonne: il canopo.
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Riprendiamo fiato all'ombra degli alberi secolari e delle colonne altrettanto antiche e usciamo a cenare, mentre il sole scende piano e le zanzare escono dalle loro case. Mentre fa buio rientriamo alla villa, questa volta per vedere uno spettacolo (le "Dionisiache", con la regia di Giorgio Barberio Corsetti) prodotto dall'Auditorium.
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La cornice è magica e lo spettacolo affascinante e ricco di ricerca, con attori alle prese cond ecine di personaggi e acrobato che di attorcigliano su pali e scale.
Usciamo che ormai è buio e ci aspetta l'autobus che ci riporta a Roma stanchi, ma con una giornata in più da mettere tra quelle che saranno da ricordare per sempre.
