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martedì, 04 marzo 2008

Cara Nonna,

dicevi sempre che noi sei nipoti eravamo per te come sei dita delle tue mani. Un dito grosso, un altro più piccolo. Ma alla fine tutti uguali e tutti fondamentali per te. Eppure noi insistevamo sempre, un po’ per ridere un po’ per farti ridere, e ti chiedevamo sempre chi di noi fosse il tuo nipote preferito.

Tu pensavi sempre a tutti. Di giorno, leggendo il mio oroscopo e comunicandomi se c’era qualcosa che non andava oppure preoccupandoti per l’andamento scolastico di qualcuno o la salute di qualcun altro. Di sera facendo passare tutte le perline di plastica del tuo rosario, pregando per noi che non lo facevamo mai.

Ho mangiato a casa tua tutti i mezzogiorni della mia vita fino a quando mi sono trasferito a vivere da solo. E con me tutta la mia famiglia.

Da mezzogiorno alle due casa tua si trasformava nel Ristorante Giuditta, e nelle pentole sui vecchi fornelli non mancavano mai il pollo lesso, le patate bollite e il riso in bianco.

Niente di speciale in fondo, ma sono sapori che ancora oggi mi ricordano la tua cucina e quei mezzogiorni al tuo ristorante privato.

Per non parlare poi delle tue polpettine, della polenta e mille altre cose buone che facevi tu e che so che non mangerò più.

Se chiudo gli occhi e penso a te, in tutti i momenti che mi vengono in mente il tuo volto è sempre sorridente.

Non smettevi mai di ridere e fare battute.

Ridevi anche delle tue malattie e ti dispiaceva vedere tutti attorno a te che dovevano correre quando stavi male. Eri piena di dolori, ma rassicuravi tutti dicendo che a te bastava un po’ dell’acqua santa di Lourdes per stare meglio.

Non era vero, e lo sapevi benissimo come lo sapevamo noi, ma almeno pensavi che i tuoi figli si sarebbero preoccupati di meno.

Non sarà facile non averti più tra di noi.

Ci tenevi uniti, ci facevi stare bene.

Ci mancherai tanto. Tanto che non ne hai un’idea.

Ma per te andremo avanti, e continueremo a ritrovarci tutti assieme a ridere e a scherzare, come se ci fossi ancora tu con noi, con il tuo naso adunco e la pelle più morbida che abbia mai accarezzato in vita mia.

Ti promettiamo nonna che continueremo lungo la strada che abbiamo percorso con te, una grande famiglia che si vuole bene e dove ci si aiuta l’uno con l’altro.

Come ci hai insegnato tu.

Addio nonna, o arrivederci, come avresti detto tu.

Ti ricorderemo per sempre.

E grazie di tutto.


Postato da: creativamente a 19:13 | link | commenti (4) |


Commenti
#1   04 Marzo 2008 - 20:43
 
Un commento, in un post così privato, sarebbe fuori luogo. Mi limito a lasciare un abbraccio...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Gillix

#2   05 Marzo 2008 - 12:19
 
Avevo tenuto così bene, fino al momento in cui hai letto queste parole... poi tutta la tristezza è uscita! Grazie per ciò che hai detto, così vero e reale...e spero che davvero continui così! ZiLilia
utente anonimo

#3   05 Marzo 2008 - 23:53
 
un grande abbraccio Anto
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mattanto

#4   06 Marzo 2008 - 18:24
 
Ho mangiato a casa tua tutti i mezzogiorni della mia vita

Ah, che bella cosa.
Con un po' di nostalgia e un abbraccio.
Viva la nonna.
[Ste]
utente anonimo

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