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gionapeduzzi(at)gmail.com
Da pochi giorni in Italia è andata in onda l'ultima puntata di Gossip Girl, una nuova serie per adolescenti che sta spopolando in America. In realtà si tratta dell'ultima puntata per ora andata n onda in USA dove da settimana prossima ricominceranno ad essere trasmessi gli ultimi episodi della prima serie la cui messa in onda era stata interrotta a causa dello sciopero degli sceneggiatori. In Girl è andato in onda su Mya, un canale Premium del digitale terrestre, e probabilmente sarà su Italia Uno dal prossimo autunno.

Ho iniziato a guardare questa serie, nella versione in inglese, quasi per caso. Non sono riuscito a staccarmi, rapito da quel mondo di teenager da cui sono già lontano da un pezzo.
Gli episodi raccontano di un gruppo di ricchissimi figli di papà newyorkesi, Serena Van Der Woodsen e Blair Waldorf in testa, che vivono nell'upper east side tra limousine e feste, alcol e raccomandazioni, droghe e genitori ingombranti.

Niente di più lontano dal mio mondo e in generale dal mondo che frequento, per di più tutto è molto esagerato e un po' stereotipato (c'è il ballo delle debuttanti, la serata di beneficenza, la festa di notte nella piscina della scuola) ma proprio per questo si rimane incollati davanti a questa versione east cost di Beverly Hills 90210, cult della mia generazione di adolescenti.
In Gossip Girl i protagonisti hanno valori cui sono disposti a rinunciare in qualsiasi momento e senza troppo danno, vivono con la leggerezza di chi sa che tanto può avere tutto dalla vita in qualsiasi momento, usano i sentimenti come l'accessorio più importante per essere considerati da tutto il mondo dei Giovani con la G maiuscola.
Insomma sono personaggi odiosi ma proprio per questo non puoi fare a meno di guardarli. E pensare che la tua adolescenza fatta di brufoli, autobus, birrette e pochi soldi forse non è stata poi così male...
