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gionapeduzzi(at)gmail.com
Oggi mi sono armato di macchina fotografica e mi sono buttato in metropolitana per sbucare a Re di Roma e fare un po' di foto al Concerto del Primo Maggio, il primo concerto sotto il "controllo" della prima giunta di Destra a Roma.

Nulla è cambiato.

Sono stato a qualche concerto i primi anni che ero a Roma e tutti erano caratterizzati da una bolgia umana sudata e ballerina, canne e altre droghe diffuse in grande quantità, birra, vino, gente che sta male, bandiere rosse, venditori abusivi e la musica. Ah sì, c'è anche la musica di solito a questi concerti, ma è la parte meno importante. Di solito chi è interessato a quello de lo vede da casa.

Anche quest'anno, con Alemanno sindaco, tutto è uguale. "Bella Ciao" compresa, cantata a squarciagola anche da ragazzine che non sanno nemmeno cos'è stata la resistenza.

Faccio foto qua e là e subito vengo scambiato per un reporter di qualche giornale. Tutti mi chiedono per chi stia facendo foto e quando dico che le faccio per me mi guardano perplessi.
In molti si mettono davanti all'obiettivo e vogliono farsi fotografare. Qualcuno mi chiede di fargli una foto, "Così se poi magari le vendi a qualcuno io divento famoso" mi dice un ragazzo ubriaco. Io scatto.
La piazza è piena di simboli. Bandiere, magliette, volantini, giornali. I simboli sostituiscono le idee.

Tutti vogliono dire qualcosa, ma non sanno bene cosa. Per non sbagliare abbracciano un'ideologia qualunquista, come del resto fanno queste grandi manifestazioni di piazza. "NO alle morti sul lavoro" dice questo primo maggio. Perchè? C'è qualcuno che dice "SI alle morti sul lavoro"?
Da segnalare delle bellissime cartoline pubblicitarie di monster.it, un'agenzia per trovare lavoro on line, che riportavano immagini di Santi dell'epoca moderna, sulla scia del San Precario che tanto aveva fatto parlare di sè. Tra i vari santi c'è "Sant'ingegnere senza potere" oppure "San Laureato male impiegato".

Ad un certo punto un diversivo. Un ragazzo drogato si sente male. Un suo amico urla: ha solo fumato erba e basta!

Lo prendono e lo caricano su una barella. Qualcuno si spaventa. La maggior parte della gente continua a ballare o a bere, alla faccia di Alemanno e di quel drogato.
Oh, che divertimento in questa grande piazza!

A fatica torno verso la metropolitana proteggendo la mia macchina fotografica dagli attacchi esterni implacabili e non discriminanti.

Ora vedo alla tv che la maggior parte delle persone è ancora là. Sempre alla faccia di Alemanno.
Il quale ha problemi più importanti di cui occuparsi, come la teca dell'Ara Pacis.
Come è difficile la vita del sindaco...
