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Una giornata a pescar trote.
E' capitato, un po' per caso un po' per volontà, che ci siamo ritrovati un giorno a Castelgandolfo a pescar trote.
Armati di due canne da pesca e una scatola di vermetti bianchi, io e Mariachiara siamo capitati in un allevamento di pesci con una grande vasca per la pesca sportiva.
Dopo un'ora e mezza sei trote erano morte ammazzate in un sacchetto sporco di sangue.
Ecco come pescare:
Pagare quindici euro in uno stabilimento di pesca sportiva.
Prendere una canna e una scatola di vermi.
Aprire la scatola dei vermi e recuperarne un paio belli grassottelli.
Infilzare i due vermi (nel senso della lunghezza e non della larghezza) sull'amo facendo uscire un po' di budellame interno che possa invogliare maggiormente il pesce affamato.
Rilasciare la sicura del mulinello e lanciare l'amo nel centro della vasca.
Recuperare lentamente l'esca facendola passare in prossimità di pesci.
Aspettare con pazienza ripetendo l'azione di lancio e recupero continuamente.
Nel caso in cui qualche pesciotto abbocchi, tirare la canna recuperando il filo con il mulinello. Nota bene: il pesce si dimena e schizza!
Una volte che il pesce è all'asciutto prenderlo con una mano con forza senza farlo scivolare.
Aprire la bocca al pesce con due dita e strappare l'amo impigliato tra le budella. Nota bene: questa è la parte più schifosa di tutta la pratica in quanto il pesce perde molto sangue e dimenandosi schizza dappertutto.
Completare la pesca, tornare a casa, pulire il pesce e cucinare a piacere.
Mangiare.
