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gionapeduzzi(at)gmail.com
Sabato sono stato alle Cascate delle Marmore, il salto d'acqua più alto d'Europa. Impressionante nella portata d'acqua, nella potenza, nella scenografia della vegetazione e nei colori.



Dall'alto siamo riscesi verso il basso lungo il sentiero, bagnati dalle gocce d'acqua che la cascata solleva verso il cielo, colpendole con la luce dell'arcobaleno.






L'acqua è vita ma è anche morte. L'acqua è sempre in movimento, ma è sempre immobile. Milioni sono le gocce d'acqua in un bicchiere ma non si potranno mai separare e stringere. Come i momenti di una vita, che hanno senso solo insieme. Tanti istanti, tutti diversi, tanti condivisi, che nel complesso fanno la differenza di una vita rispetto all'altra.

Ai piedi della cascata ci siamo imbragati in mute e giubbini e ci siamo lanciati con una guida a fare rafting sul fiume.



Potenza di addominali e braccia, dorsali tesi e sguardi attenti, a remare avanti ed indietro seguendo i comandi del capitano.




Fino ad esultare nel finale, poco prima di buttarsi nell'acqua gelida che scalda una delle tante giornate di inizio estate...
