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gionapeduzzi(at)gmail.com
l'altro giorno sono riuscito ad avere qualche ora libera e sono stato a fare un giro in centro. e sono passato anche in una libreria. non cercavo nessun libro in particolare, forse avevo bisogno solo di un po' d'aria condizionata. così mi sono messo a passeggiare distrattamente tra gli scaffali, ma più che i libri guardavo la gente. fondamentalmente in libreria ci vanno due tipi di persone: quelli che vanno per la letteratura e quelli che vanno per la lettura. i primi si aggirano tra i romanzi russi dell'ottocento e le poesie esistenzialiste: brutti, un po' sfigati, vestiti male, tristi. per loro la lettura è tutto e schifano chi legge i romanzieri italiani contemporanei. hanno la puzza sotto al naso di chi deve giustificare la propria esistenza triste e solitria dandosi un aurea che li alza rispetto alla massa. e poi ci sono gli altri, quelli della lettura. vispi, creativi, intelligenti, acuti, critici: sono quelli che amano la lettura, che si aggirano tra i gialli e i romanzi sentimentali, tra i libri comici e le ultime novità. per loro leggere è un modo per passare il tempo, conoscere il mondo, conoscersi forse un po' di più, confrontarsi con gli altri. per loro la lettura non è un fatto privato ma, in un certo senso, pubblico.
per fortuna che c'è ancora la lettura, perchè della letteratura ci siamo un po' rotti le palle...
