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giovedì, 24 febbraio 2005

CRONACA DI UN VIAGGIO NELLL'ALTRO MONDO

oggi sono in un altro messico.

CHIAPAS

14 ore di viaggio in autobus con l'aria condizionata che ti martellava addosso...

2200 metri di altitudine. all'arrivo abbiamo dovuto tirar fuori i maglioni di lana che avevamo messo in aereo... ma, per fortuna, al sorgere del primo sole abbiamo potuto rimetterli nello zaino. perc' certo qui non c'e' il clima dei caraibi...

Siamo a San Cristobal De Las Casas, al centro del Chiapas, tra le montagne. qui tutto e' diverso, perfino la lingua sembra differente. la gente ha tratti somatici mai visti, le case sembrano piu' ricche e piu' ordinate ma in realta' solo in centro.

e poi c'e' un'invasione (soprattutto la mattina, nella zona del mercato) di indios tzotzili. attorno alla citta' di San Cristobal vivono in piccoli villaggi dove il tempo sembra si sia fermato.

nel pomeriggio abbiamo preso un combis, pulman collettivo, e siamo andati l¡. il piu' alto e' un metro e cinquanta, ma in pochi raggiungono quell'altezza. vestono con pelli di pecora, grossi tessuti colorati, la faccia e' piena di rughe, le ossa visibili attraverso il vestiario. di denti ce ne seono pochi e i capelli sono ispidi e nerissimi. sono indios che ancora vivono nel loro mondo, dove non esiste il cellulare ne' la tv... forse sono analfabeti. ma del resto a che gli servirebbe leggere? quando non ricamano qualche oggetto da vendere agli occasionali turisti e quando non cucinano o coltivano la terra, li trovi nella chiesa, l'edificio piu' alto e piu' grande del paese. l'unico che possa chiamarsi "edificio".

entrati nella chiesa siamo rimasti di sasso. al posto delle panche ci sono aghi di pino che ricoprono tutto il pavimento. al posto delle cappelle ci sono degli scafandri di legno contenenti statue di plastica o di ceramica di dei cristiani, riadattati ad una specie di culto da santeria. attorno alle cappelle lucine colorate da albero di natale e carillon. ogni statua ha al collo uno specchio che riflette l'immagine di chi la guarda. e ai piedi, in adorazione, indios tzotzili pregano litanie cantando e bevendo birra o sprite per ruttare: il rutto ti libera dai peccati. e mentre si prega si donano offerte, si sgozzano polli nel tempio e si beve acquavite. il tutto condito da centinaia di migliaia di candele e candeline che infuocano la penombra della chiesa.

uno spettacolo che non si dimentica facilmente.

Postato da: creativamente a 01:44 | link | commenti (6) |


Commenti
#1   24 Febbraio 2005 - 06:44
 
devo avere qualche tzotzili fra i miei antenati.

il lupo
utente anonimo

#2   24 Febbraio 2005 - 06:45
 
un attimo, mi riferivo ai rutti e alla birra, non all'altezza e ai denti... no, non si sa mai... magari qualche donna legge questi commenti... insomma... si... vabbé...
cmq, bellissima la descrizione... molto suggestiva...

il lupo
utente anonimo

#3   24 Febbraio 2005 - 11:34
 
ma non ti posso immaginare lì.
(lamari)
utente anonimo

#4   24 Febbraio 2005 - 11:38
 
che figata! ant
utente anonimo

#5   24 Febbraio 2005 - 11:56
 
ma come tornerai giona? come quelli che vanno a Punta Cana che tornano con le treccine e l'abronzatura a pezzi?? In questo caso tornerai con i denti finti e un medaglione con un spechio, il cappello da mejicano...
utente anonimo

#6   24 Febbraio 2005 - 14:28
 
bellissimo questo post, bellissimo il tuo viaggio. stai imparando molto, ti invidio. che belloq uesto diario di viaggio che stai facendo. Grazie. va
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