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giovedì, 29 settembre 2005

in un periodo in cui riesco a fare la metà della metà di quello che vorrei fare, sono riuscito ada nadare a vedere "La Fabbrica di Cioccolato"

Un insieme di emozionti semplici e facili, trash anni '70/'80, nani ballerini, orchi inquietanti e tecnologie assassine, dolci e dentifrici, musiche e cilindri, colori e caramelle.

Bello, ma...

Mi ha disturbato un po' l'uso eccessivo della computer grafica per raccontare gli stessi momenti che trent'anni fa vivano di trucchetti meccanici, riprese innovative e giochi degli attori. La regia, occupata a tenere assieme grafica 3d e immagini girate in mille momenti diversi, ogni tanto si perde alcuni momenti che meriterebbero di più (come ad esempio l'entrata nella fabbrica attraverso il tunnel che si rimpicciolisce) e altri li butta via, proprio per il fatto che è impossibilitata a far vedere tutto (l'idea di trasformare gli umpa lumpa in puffi lo obbliga a riprese ardite a patchwork). Tutta la storia in flashback di Wonka, con lo scopo di dargli un po' di spessore, è noiosa, pretestuosa e un po' meccanica. Così come il finale, poetico e fantastico nel film originale (un po' Miracolo a Milano, con l'ascensore che vola nel cielo), qui un po' patetico e troppo realistico. Nel film del '71 il protaginista è più chiaroscurato, è un bambino in fondo e un po' di marachelle le fa (vedi il tunnel delle bevande gassate), qui è buono buonissimo, perfino petulante.

vince sicuramente il film del '71

Postato da: creativamente a 10:40 | link | commenti (2) |


Commenti
#1   29 Settembre 2005 - 14:37
 
Sebbene il lavoro di Burton ha rispecchiato alla perfezione il libro preferisco il film del 71. Il primo amore non si scorda mai...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ItalianPsycho

#2   29 Settembre 2005 - 21:01
 
Il film del 71 è molto bello ma non rispecchia assolutamente il romanzo, questo si. Ed era quello che voleva fare Burton. Un saluto Bleve
utente anonimo

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