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venerdì, 30 dicembre 2005

quadretto milanese, per gentile concessione di Gadda.

Anche una sessantaseienne gode, gode iteratamente ed a lungo, al fabulare seco medesima, al farneticare per interi pomeriggi che le verrà un giorno incontro, oh sì sì, certo, anche a lei, anche a lei, certo, il maschio repentino e brutale cont el züff in süi oecc: a farsi laceratore del dilicato e ben costrutto suo lobo, lobo di signora, ma nello stesso tempo lobo di una povera donna, di una creatura impotente a difendersi.(…) Tuttodì recava notizia, il Corriere, di orecchini evulsi dai propri lobuli nelle vie solitarie, nell'ora che i veli della nebbia, impigliati ad alti scheltri di pioppi, ingarzavano il crepuscolo della via d'una fabulosa malinconia cisalpina. (…) Sicché le vecchie in brillanti ci fantasticavano su tutta notte, su quel capocronaca: previvevano nel sogno, smaniandone, la paventata e sperata effrazione. Deste, in una ruminazione di ore, farneticavano a se stesse parità di merito (e di brutti incontri) con le seviziate: non soffrendo di ritenere che la sevizie avesse potuto prediligere altra vecchia, altri brillanti, altri lobuli. Talora potenziavano il proprio orgasmo fino all'acme dello spasimo, romanzando il fattaccio di pimenti estremi, situandolo in congiuntura ferroviaria: scompartimento di prima classe, eran sole, controllore evaporto, entra un tipo: ma di quelli! <<con voeuna de qui facc!>>: siede rimpetto: guarda: guarda a lungo, <<fissandomi con una strana insistenza>>, <<e specialmente i brillanti>>: entra il treno, a sua volta, in una galleria che nessuno se l'aspettava: eccetera eccetera. Non succede niente. <<Ma però poteva anche succedere>>. E così al rincasare, dopo la gomitata del lôkk. <<Ona pagüra, ma ona pagüra… Pèna me son corgiüda ch'el me vegneva incontra... e mi guardava fisso le orecchie... in un modo... ma in un modo...>>

 

 

Rabbrividivano ancora, nel ricordo-sogno, carezzandosi gli stagionati padiglioni, quasi a certificarsi e' fussero tuttora ben ammanigliati alla zucca: e all'elisio delirare della zucca medesima. Palpavano commosse: i diti scivolavano ai lobi: due dilicati lardelli, su ognu de' quali persisteva a rifulgere impagabile e gemmante poliedro.

 

 

Carlo Emilio Gadda: Quando il Girolamo ha smesso...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: creativamente a 15:14 | link | commenti |


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