Ci sono cose che vale la pena raccontare. E altre che sono più interessanti.
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gionapeduzzi(at)gmail.com
Ieri sera cena al ristorante futurista Lacerba, un locale di milano dove si è cercato di ricreare se non l'atmosfera, almeno un minimo di ambientazione che ricordasse i favolosi anni a cavallo tra i '10 e i '20. anni di fermento creativo maschile, anni di rivoluzioni regolamentate, anni di vera ideazione e di vera novità e di vera distruzione. anni di gente capace di morire per un ideale estetico. uno dei periodi in cui avrei voluto vivere...
intanto mi sono accontentato di venire a mangiare qui, dove un cuoco futurista si è affiancato ad uno passatista, e ripropone ricette di marinettiana memoria.
affascinante e suggestivo. da provare.
il mio menù:
antipasto di involtino di ananas ripieni di prosciutto e tonno, chiusi da un filo di acciuga.
gnocchi quadrati con un buco tondo al centro conditi con una salsa al pecorino e zafferano.
cotoletta impanata e decorata con salsa al mascarpone e pomodoro.
Pur riconoscendo che uomini nutriti male o grossolanamente hanno realizzato cose grandi nel passato, noi affermiamo questa verità: si pensa si sogna e si agisce secondo quel che si beve e si mangia.
Consultiamo in proposito le nostre labbra, la nostra lingua, il nostro palato, le nostre papille gustative, le nostre secrezioni glandolari ed entriamo genialmente nella chimica gastrica. Noi futuristi sentiamo che per il maschio la voluttà dell'amare è scavatrice abissale dall'alto al basso, mentre per la femmina è orizzontale a ventaglio. La voluttà del palato è invece per il maschio e per la femmina sempre ascensionale dal basso all'alto del corpo umano. Sentiamo inoltre la necessità di impedire che l'Italiano diventi cubico massiccio impiombato da una compattezza opaca e cieca. Si armonizzi invece sempre più coll'italiana, snella trasparenza spiralica di passione, tenerezza, luce, volontà, slancio, tenacia eroica. Prepariamo una agilità di corpi italiani adatti ai leggerissimi treni di alluminio che sostituiranno gli attuali pesanti di ferro legno acciaio. Convinti che nella probabile conflagrazione futura vincerà il popolo più agile, più scattante, noi futuristi dopo avere agilizzato la letteratura mondiale con le parole in libertà e lo stile simultaneo, svuotato il teatro della noia mediante sintesi alogiche a sorpresa e drammi di oggetti inanimati, immensificato la plastica con l'antirealismo, creato lo splendore geometrico architettonico senza decorativismo, la cinematografia e la fotografia astratte, stabiliamo ora il nutrimento adatto ad una vita sempre più aerea e veloce.
Marinetti
